Reggio Calabria, controlli serrati del territorio: rinvenute armi e munizioni
Continuano senza sosta i servizi disposti dal Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, con particolare attenzione a quelli relativi alle armi e agli stupefacenti. Numerose le pattuglie dell'Arma impiegate in una mirata strategia operativa finalizzata a contrastare il fenomeno. Eseguiti controlli e perquisizioni personali e domiciliari che hanno consentito il rinvenimento di numerose armi, munizionamento ed ordigni rudimentali.
Il bilancio. I carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, mediante l’impiego di alcune articolazioni operative di cui dispone (Stazioni, Aliquota Radiomobile e degli equipaggi della Compagnia d’intervento operativo di Palermo) hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio che ha interessato il centro città e l’immediata periferia. Il servizio si è sviluppato attraverso: l’esecuzione di posti di controllo; il controllo degli avventori di alcuni esercizi commerciali; il controllo di soggetti ristretti in regime di arresti domiciliari nonché di individui gravati da misure di prevenzione personali e di sicurezza. Al termine del servizio, i militari hanno complessivamente controllato otto esercizi commerciali, identificato 124 persone, controllato 53 mezzi elevando numerose contravvenzioni, recuperato una autovettura oggetto di furto; controllato 23 persone ristrette in regime di arresti domiciliari e/o sottoposti a misure di prevenzione personale e/o di sicurezza; sequestrato quattro grammi di marijuana.
I militari della Stazione di Catona hanno proceduto anche all’esecuzione di un ordine di carcerazione a carico di Mario Montoli, classe '81, e Marco Venuti, classe '91, di Reggio Calabria, entrambi riconosciuti colpevoli del reato di rapina in concorso commesso in Cilavegna (PV) nel 2014 ai danni di un supermercato del posto. I due, condannati ad una pena di due anni e sei mesi il primo e due anni e quattro mesi il secondo, sono stati portati nella Casa Circondariale di Arghillà.
