Sono stanchi di essere tirati in ballo nelle diatribe politiche di Soriano. Pertanto, il priore provinciale dei Padri Domenicani, Padre Francesco La Vecchia ha voluto fare chiarezza sulla posizione dell'ordine in merito alle "polemiche strumentali causate dalle vicende politiche locali".

Ecco alcuni stralci della lunga e articolata nota: "In merito alla fruizione della parte archeologica dell'antico convento, è bene ricordare che gli elementi divisori sono stati rimossi a seguito dei lavori di pavimentazione del secondo chiostro. Già nel 2017 è stata proposta in modo definitivo dai Padri Domenicani all'amministrazione comunale la divisione in due aree distinte del complesso archeologico, consentendo quindi l'accesso al secondo chiostro e nell'antica basilica con l'accompagnamento di apposite guide. Delle misure di sicurezza presenti in tutti i parchi archeologici del mondo, e dunque anche in quelli calabresi, fanno parte anche le protezioni fisse che ne regolano l'accesso. Questa determinazione si è resa necessaria a seguito di numerosi danneggiamenti e atti di vandalismo".

Stante la contrarietà del Comune alla realizzazione di cancelli divisori, per come previsto in una bozza di accordo firmata tra le parti nel 2018, e a seguito di ulteriori e gravi azioni vandaliche, "la comunità dei Padri Domenicani è stata costretta a realizzare autonomamente i cancelli, comunicando questa determinazione alla Soprintendenza ed avviando l'iter amministrativo previsto. A distanza di più di un anno dall'istallazione degli elementi divisori, l'Amministrazione comunale ha inviato un preavviso di rigetto del titolo edilizio precedentemente presentato (e considerato allora valido) ed ha celermente pubblicato un'ordinanza di demolizione dei cancelli, dichiarandoli abusivi".

In merito al MuMar è bene chiarire che "nel museo c'è una copiosa infiltrazione di acqua piovana e necessita di una manutenzione straordinaria, sono pertanto false le voci che attribuiscono la chiusura all'avvicendarsi delle amministrazioni comunali. In merito ad alcune opere d'arte di proprietà dell'Ordine che ora sono in possesso dell'amministrazione comunale, la quale non intende restituirle ai Padri Domenicani, si chiarisce che dette opere erano messe temporaneamente a disposizione dell'Amministrazione comunale nel 2014 per la realizzazione di una pinacoteca. Considerato che la pinacoteca, in più di cinque anni, non è stata portata a compimento, la vecchia Amministrazione ha acconsentito alla restituzione delle opere nelle more di nuovi accordi con la nuova Amministrazione".

E infine: "I Padri Domenicani in questo tempo non hanno mai risposto ad alcun genere di provocazione ma faranno tutto il necessario per difendere il buon nome dell'Ordine Domenicano e non si faranno condizionare da minacce e pressioni di alcun genere".