Cocaina e hascisc da Vibo in tutta Italia, scattano 20 arresti
Facevano arrivare hascisc e cocaina in Italia nascondendo la droga nelle cisterne piene di vino o all'interno dei blocchi di cemento usati come contrappesi nelle gru. Questi alcuni degli stratagemma utilizzati dai membri dell'organizzazione criminale specializzata nel traffico di droga tra Spagna, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio e Abruzzo smantellata oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo dì Cagliari con l'operazione 'Eldorado' che ha portato all'arresto di 20 persone. I canali privilegiati di approvvigionamento della droga erano in Calabria, attraverso rapporti con esponenti delle "'ndrine" dell'area di Vibo Valentia, nonché in Emilia Romagna, Puglia e Abruzzo. Lo stupefacente veniva poi redistribuito a livello locale.
I numeri del traffico di droga

I vertici dell'organizzazione si trovavano a Torino dove sono state arrestate otto persone, tra queste c'erano tre uomini considerati i broker che importavano la droga dalla Penisola Iberica, la facevano arrivare a Torino e poi, grazie alla collaborazione con i sardi, la facendo approdare nell'Isola. Dalla Spagna, secondo quanto accertato dai carabinieri, venivano importati 1.500/2.000 chili di droga ogni due mesi e di questi 500 erano destinati al mercato sardo. Nel corso delle indagini, infatti, a febbraio del 2017, i carabinieri hanno intercettato un carico da 800 chili di hascisc. La droga era nascosta nei contrappesi di una gru destinata a un imprenditore edile de Cagliari. Ben 11 le persone arrestate oggi in Sardegna, 10 a Cagliari e una a Oristano. Le indagini sono partite nel 2016 e sono culminate una prima volta a novembre dello scorso anno con l'operazione Icres di cui l'Eldorado di oggi è una diretta prosecuzione.
In 18 in carcere, 2 ai domiciliari
Gestivano attività commerciali formalmente lecite, bar, negozi di ortofrutta, concessionarie di auto, videolottery, sale slot e scommesse, ma di fatto finanziate dai rilevanti introiti derivanti dal traffico di droga, e controllavano i servizi di sicurezza di locali notturni della costa meridionale abruzzese e dell'alto Molise. Sono venti i destinatari di ordinanze di custodia di cautelare, 18 in carcere e 2 ai domiciliari, eseguite dai Carabinieri e dai Finanzieri dei comandi provinciali di Chieti.
Tre anni di indagini
Le indagini, avviate nel 2019, costituiscono il naturale prosieguo dell'operazione "Evelin" coordinata anch'essa dalla Dda de L'Aquila, che nel 2018 avevano portato all'esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone, correlate alla criminalità albanese, accusate di traffico di droga e detenzione illegale di armi, operanti prevalentemente nell'area di Vasto e San Salvo. L'indagine di cui all'operazione di oggi ha consentito di individuare una diversa associazione criminale che originariamente era in contrapposizione con quella smantellata con l'operazione "Evelin" e che poi ne ha preso il posto, monopolizzando traffico e spaccio di cocaina ed eroina.
La gestione della sicurezza dei locali
L'attività investigativa ha consentito di riscontrare, da un lato, le posizioni dei singoli indagati rispetto all'organizzazione, dall'altro di acquisire importanti elementi sulla gestione di molteplici attività commerciali, luoghi strumentali a consentire anche il riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di droga. Non meno importante, secondo gli inquirenti, è il ruolo dell'associazione criminale nella gestione dei servizi di sicurezza dei locali notturni, attraverso estorsioni sistematiche nei confronti dei proprietari anche con l'uso di armi e materiali esplodenti, condotte che hanno portato alla contestazione dell'aggravante del metodo mafioso.
