“Siamo qua oggi – spiega Lo Papa – per manifestare contro i mancati pagamenti delle mensilità dei lavoratori e per capire quale futuro si prospetta per loro e per l’azienda"


Si è svolto oggi lo sciopero dei lavoratori comparto Vigilanza Privata Securpol Group per rivendicare il diritto al pagamento mensilità arretrate e informazioni sul futuro lavorativo. E’ quanto comunica in una nota il Segretario Generale Fisascat Cisl Catanzaro Crotone e Vibo, Fortunato Lo Papa in merito allo sciopero che si è svolto oggi dei lavoratori della Securpol Group con sit-in di protesta davanti alla sede aziendale di Catanzaro e in seguito davanti la sede della Prefettura.

“Siamo qua oggi – spiega Lo Papa – per manifestare contro i mancati pagamenti delle mensilità dei lavoratori e per capire quale futuro si prospetta per loro e per l’azienda. I lavoratori – aggiunge il Segretario Cislino - sono già in solidarietà. L’azienda, dopo aver ricevuto una prima comunicazione di stato di agitazione e dopo un incontro per avviare la procedura di raffreddamento che si è conclusa con esito negativo, ancora ad oggi, dopo la proclamazione dello sciopero, niente ci ha fatto sapere”. “La situazione – sottolinea Lo Papa – non è tollerabile ed allo stesso tempo preoccupante. I lavoratori chiedono semplicemente chiarezza in una situazione economica/finanziaria aziendale che non riusciamo a comprendere. La mancanza del pagamento degli stipendi non solo provoca difficoltà per i lavoratori e le loro famiglie per lo più monoreddito, ma crea situazione di instabilità emotiva per un lavoro, quello della vigilanza, che dovrebbe per la sua difficoltà essere svolto nella massima sicurezza e tranquillità di chi lo esegue”.

“Lavoratori – continua il Segretario Fisascat Cisl - che controllano banche, supermercati, Pronto Soccorsi. Piantonano siti sensibili, come tribunali. Credo sia giusto che almeno si chiariscano i problemi. Il silenzio da parte dell’azienda non aiuta”. “Siamo dal Prefetto – conclude Lo Papa - perché nel silenzio assordante della Securpol noi vogliamo far sentire la nostra voce, vogliamo risposte per ridare dignità a dei lavoratori che con spirito di abnegazione e in territorio difficile per la sicurezza svolgono tutti i giorni tra mille difficoltà il loro lavoro”.

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