Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha revocato la misura della libertà vigilata nei confronti di Giuseppe De Luca, 47 anni, originario di San Gregorio D’Ippona, ma da tempo residente a Jonadi, coinvolto nell’operazione “'Nduja” che nel 2004 ha portato sotto processo una quarantina di persone accusate, a vario titolo di associazione mafiosa con base operativa a Brescia e Bergamo. Accolte così le tesi difensive prospettate dall'avvocato Pasqualino Pannace del foro di Vibo Valentia.

tribunale toga aula

Il penalista ha sostenuto che lo "stile di vita del De Luca è incompatibile con ogni contesto criminale e che la supposta pericolosità sociale non assume quei contorni di sintomatica sufficienza che, in tema di applicazione della misura, richiede il riconoscimento della concretezza e della attualità, per quanto concerne anche il pericolo di commissione di nuovi reati".

Giuseppe De Luca era stato condannato diverse volte per reati di allarmante gravità e dopo aver scontato le pene definitive (ridotte per liberazione anticipata anche speciale) e un periodo di tre anni di sorveglianza speciale, nel 2015 il Tribunale di sorveglianza di Brescia gli ha applicato la libertà vigilata di un anno nel comune di residenza, ridimensionando l’originaria applicazione di tre contenuta in un precedente cumulo di pene.

Il pm si era pronunciato per la proroga della libertà vigilata.