E se invece lo chiamassimo aeroporto di Lamezia Terme "Mattia Preti" ?
La sparata del sindaco di Catanzaro che chiede che "di autorità" (ovvero, Regione e ministero competente, senza alcuna "democratica" consultazione dei diretti interessati, dei cittadini)) l'aeroporto internazionale della Calabria assuma la denominazione "di Lamezia Terme-Catanzaro", ha colto di sorpresa quanti, guardando il calendario si sono resi conto che il 1° aprile è ancora lontano, eppure...
Questo "pennacchio borbonico", come brillantemente (e realisticamente, direi) lo ha bollato l'ottimo Paride Leporace non è che il ripetersi di una certa spocchia che periodicamente ritorna, una sorta di ingenua rivendicazione che fa dire al sindaco del capoluogo di regione (risultato ottenuto - come si ricorderà - dopo i moti di Reggio) che - letteralmente - si tratterebbe di "una denominazione rispettosa del fatto che l’aeroporto insista sul territorio lametino, ma non c’è dubbio che la Capitale della Calabria sia il naturale riferimento per i viaggiatori”.
Ne è così sicuro il sindaco di codesta capitale? O piuttosto i viaggiatori qui scendono sognando gli incantevoli posti del turismo calabrese?
L'unica riflessione seria da fare è ribadire che Lamezia Terme è l'aeroporto della Calabria (per passeggeri e numero di voli) e proprio per questo meriterebbe che il nome di Lamezia Terme fosse affiancato a quello di un grande personaggio calabrese (Pisa, ad esempio è intitolato a Galileo Galilei, Genova a Cristoforo Colombo, Venezia a Marco Polo, addirittura Roma a Leonardo da Vinci).
Era - se non ricordo male - il 1998 ed a quel tempo curavo la redazione centrale de Il Domani della Calabria e colsi l'occasione di un mio pezzo di commento per lanciare - sommessamente, quasi a bassa voce, ma con sincera convinzione - l'idea che l'aeroporto di Lamezia Terme fosse dedicato ad un grande calabrese internazionalmente riconosciuto proponendo il nome di Mattia Preti.
L'idea si fermò lì, in quell'articolo, e solo oggi, grazie alla "trovata" del sindaco di Catanzaro, mi è tornata in mente. Evitiamo rivendicazioni campanilistiche che ci riportano alle Calabrie, proviamo a diventare Calabria orgogliosi di esserlo prendendo a modello calabresi nella cui memoria possiamo rispecchiarci fieramente.
Mattia Preti ad esempio
