"Annuncite, anche questa volta si tratta di semplici dichiarazioni senza date di inizio o di fine lavori per le incompiute e per i nuovi da effettuare. 100 mln di lavori pubblici a rischio di essere sprecati, poiché non utili ad una città moderna. Ma ad eccezione dei lavori delle scuole, questa è la risultanza del lavoro della giunta comunale. L’esempio dello spreco: avremo una piazza Spogliatore forse più bella, ma nessuno può credere che il suo restyling riporterà i negozi pieni su corso Vittorio Emanuele. Ed invece l’obiettivo doveva essere proprio quello". E' incipit di una nota firmata dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle in consiglio comunale Domenico Santoro.

Lo stesso annuncia: "In particolare l'amministrazione ha deciso di dividere i fondi ricevuti in tanti piccoli progetti anziché creare un grosso. Catalizzatore economico attrattore di investimenti anche privati (ad esempio: un acquario a VM (Genova), un museo arte contemporanea con sede anche all’aperto (Bilbao), il recupero del cementificio ai fini turistici, ecc). Si forse questa destra desidera essere votata per questi piccoli progetti determinati alla politica del beneficio individuale, ma i cittadini vibonesi rimarranno poveri e i loro figli dovranno emigrare come sempre".

E ancora: "L’annuncite ha enfatizzato il normale lavoro della giunta come super straordinario, ma che dovrebbe essere normale per chi è stato eletto dai cittadini. Ed inoltre hanno sostenuto di avere una strategia comune per tutti i lavori, attraverso un Piano Strategico, quest'ultimo annunciato ma mai visto e soprattutto mai discusso. Addirittura noi consiglieri non siamo stati in grado di avere copie di tutti i progetti previsti e né sono stati pubblicati su Internet a conoscenza dei cittadini. Infatti ai giornalisti, presenti alla conferenza stampa, avrei voluto consigliare di  chiedere evidenza dei progetti strombazzati. Su internet pubblicano solo gli elenchi dei titoli dei progetti e non i progetti, in modo tale da non essere giudicati nel merito, mentre è chiara la necessità di capire “chi controlla il controllore” dati i tanti errori già compiuti. Da citare la strada di Longobardi (non ancora finita e mai collaudata ufficialmente) e il controllo dei lavori stradali dell’ultimo intero anno, che stanno procurando tanti danni agli automobilisti".

In realtà "si parla di “rigenerazione”, ma rigenerare non significa restyling, ma ridare funzioni e nuovi ruoli economici, nuove forme di cultura come quelle artistiche. Queste ultime, per nulla menzionate dalla Sindaca e dagli assessori, sono fortemente auspicate dalla legge che mette persino a disposizione, in ogni appalto, il 2% dell’importo lavori. Immaginate quante opere artistiche si potrebbero realizzare con il 2%. Ma, questa Giunta intende i lavori pubblici come mera spesa pubblica e non come reale servizio ai cittadini, non ha una vera strategia, ad esempio per mitigare il traffico con piste ciclabili e un efficiente servizio pubblico di mobilità. In realtà sono stati ultimati solo una parte dei lavori delle altre amministrazioni, ma rimangono delle giganti incompiute (scala mobile, teatro, ecc)".

Per ultimo, "vi è da evidenziare che quattro anni non sono bastati per il Piano di Recupero del quartiere Pennello, per i lavori PISU del lungomare e per le vendite dei terreni".