Deve ancora ufficialmente iniziare la campagna elettorale per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale di Vibo Valentia, ma i toni sembrano già sufficientemente elevati. Tra Stefano Luciano e Maria Limardo è già muro contro muro. Il primo vero motivo di scontro è stato offerto dalle affissioni pubblicitarie, vere e proprie gigantografie che ritraggono in centro come in periferia sui classici 6X3 la candidata del centrodestra. Affissioni "abusive" in qualche caso secondo Stefano Luciano. "Come si può pensare - ha detto il leader di Vibo Unica - di candidarsi a Sindaco di una Città se non si parte dal rispetto delle regole e delle leggi che sono poste a tutela degli interessi dei cittadini? Nel caso specifico, Maria Limardo inizia la sua campagna elettorale violando la legge che non le consente l’affissione di manifesti elettorali fuori dagli appositi spazi destinati nel Comune (art. 1, legge 4 aprile 1956, n. 212) e che impone di rispettare la tempistica dettata dalla normativa di settore. Guardare avanti significa iniziare a fare politica rispettando le regole, perché soltanto chi rispetta le regole può in futuro rispettare i Cittadini".

E ancora: "Il cartellone pubblicitario di località Madonella su cui è presente la pubblicità elettorale della candidata Limardo (con foto) - ha affondato Luciano - è abusivo ed è in atto da tempo una procedura di demolizione dello stesso (v. la nota del Comune di Vibo Valentia, n. 1679 del 4.4.2019). Con gli abusi non si costruisce il futuro ma si rimanda ad un passato che ha distrutto il territorio".

Parole alle quali l'aspirante sindaco del centrodestra ha replicato al vetriolo minacciando addirittura querela: " Il candidato a Sindaco del centrosinistra o dei Sovranisti (?) è nervoso. Non c’è altra chiave di lettura. Il nervosismo non va bene, fa perdere lucidità. Per affrontare una campagna elettorale, come per guidare una Città, ci vogliono nervi saldi. Ciò posto, ricordo al candidato che, normalmente, le leggi si compongono di più articoli e che le stesse leggi, altrettanto normalmente, vengono successivamente integrate e/o modificate da altri provvedimenti. Gli ricordo dunque che, secondo quanto prevede la normativa vigente in materia, ogni forma di pubblicità elettorale effettuata prima dei 30 giorni antecedenti le elezioni non E' regolata dalla disposizione citata dal professionista".

Non si è arreso però Stefano Luciano che ha ribattuto ulteriormente: "L‘art. 1 della legge 212/1956 è chiarissimo nel vietare l‘affissione di manifesti di propaganda al di fuori degli spazi indicati dal Comune per chi partecipa alle competizioni elettorali. Questa regola è stata palesemente violata. Tutto il resto serve soltanto per fare confusione nel goffo tentativo di difendersi. I Cittadini sapranno farsi un‘idea semplicemente leggendo la norma. Per il resto, aspetto la querela: i fatti dimostrano che ho detto la verità, di conseguenza, non ho paura di essere smentito in alcuna sede, né temo minacce inconsistenti".

Inevitabile a quel punto la chiosa della Limardo: "Se ne è così sicuro - ha concluso la candidata del centrodestra - accolga la mia sfida: anziché mistificare la realtà, denunci l’irregolarità alle Autorità competenti e abbia il coraggio di pubblicare la risposta che riceverà. E comunque la chiudo qui, noi siamo interessati alla Città, ai programmi e alla concretezza, non alle sterili polemiche".