Giovane ucciso nel Vibonese, le rivelazioni del pentito (NOMI)
L’inchiesta punta ora a chiarire responsabilità e mandanti di una vicenda che ha segnato profondamente il territorio e la comunità locale

Tornano sotto i riflettori le indagini sull’omicidio di Filippo Ceravolo, il 19enne di Soriano Calabro ucciso il 25 ottobre 2012 lungo la strada tra Vazzano e Soriano, in quello che gli inquirenti riconducono a un agguato maturato nel contesto della faida tra gruppi criminali delle Preserre vibonesi.
A riaccendere i riflettori sul caso sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Walter Loielo, contenute negli atti dell’inchiesta “Jerakarni”, che con oltre 4.400 pagine di documentazione sta ricostruendo equilibri e dinamiche criminali del territorio. Secondo quanto riferito, Ceravolo sarebbe rimasto vittima di un tragico scambio di persona: l’obiettivo dei sicari non sarebbe stato il giovane, ma Domenico Tassone, che quella sera si trovava alla guida dell’auto. Il 19enne viaggiava a bordo di una Fiat Punto quando il veicolo fu raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco. Per gli investigatori si trattò di un’azione di fuoco improvvisa e letale, consumata in pochi istanti e senza possibilità di fuga.
Nelle sue dichiarazioni, Loielo riferisce confidenze attribuite al fratello Christian e indica i presunti responsabili dell’agguato, riportando anche particolari sulla dinamica del delitto, con riferimenti alla scarsa abilità degli esecutori materiali. L’omicidio si inserisce nel più ampio scenario della contrapposizione tra gruppi criminali attivi nell’area delle Preserre, che negli anni hanno dato vita a una lunga scia di violenze e regolamenti di conti. L’inchiesta “Jerakarni” punta ora a chiarire responsabilità e mandanti di una vicenda che ha segnato profondamente il territorio e la comunità locale.
