“La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società – sostiene Corrado Alvaro - è il dubbio che essere onesti sia inutile”. È alle parole del famoso scrittore calabrese che si rifà Raffaele Mammoliti, candidato al Consiglio regionale della Calabria alle prossime elezioni, che si terranno il 3 e 4 ottobre, nelle file Pd per il collegio Centro. “Fuori da qualsiasi retorica e da ogni qualunquismo - sostiene Mammoliti in una nota - sono convinto che oggi più che mai questa riflessione abbia un senso determinante. La nostra terra, spesso mortificata e umiliata, ha necessità di un cambiamento totale e irrimandabile, di premiare il merito, di mettere insieme le migliori energie, le tante idee valorose e i sogni più alti di vecchie e nuove generazioni. In questi giorni sto incontrando tantissima gente di Catanzaro, di Lamezia Terme, di Vibo Valentia, di Crotone, ma anche di angoli remoti, di territori dimenticati. C’è necessità di stare insieme, di sentire la fiducia, di vedere appartenenza e anche aperture".

"Gli oltre 5.000 voti che ho ricevuto nella recente tornata elettorale, il mio impegno costante e coerente nel tempo, l’amore per la collettività - prosegue la nota - mi hanno portato ad accrescere ulteriormente lo spirito di servizio, accanto al senso etico che mi ha sempre contraddistinto, ad una visione progressista e riformatrice ed al coraggio, elementi determinanti per i prossimi impegni alle regionali di ottobre nel collegio Calabria, dove sono candidato nella lista del Partito Democratico. L’esperienza maturata nella più grande e importante organizzazione sindacale d’Europa, la Cgil, mi fa credere sempre più intensamente che la prima necessità intorno a cui far ruotare tutte le altre prospettive è il lavoro. E del mondo del lavoro non se ne occuperanno mai i millantatori, i ladri di futuro, i soliti nomi triti e ritriti, ma chi il mondo del lavoro lo conosce realmente”.

“Chi intende garantire diritti e creare opportunità - continua Mammoliti - in un equilibrio giusto ed edificante fra pubblico e privato, fra libere professioni e pubblico impiego, fra pensionati e studenti, fra ultimi e ultimissimi che sono sempre più abbandonati in questa nostra terra. Mi interessa su tutti un dato pubblico alla mano che è assolutamente indicativo della cattiva gestione: la Calabria ha avuto una dotazione di programma dell’ultimo POR pari a 2.260.531.679 euro. Forse la cifra non è chiara ai calabresi. Gli impegni pubblici ammessi sono stati 1.448.025.195 euro e la spesa certificata al 31 dicembre 2020 dalla gestione della destra alla guida della Regione è di 888.600.266 euro. Stiamo parlando di una cifra che ha tolto quasi un miliardo e mezzo di risorse al presente e al futuro dei calabresi. Si può anche affermare propagandisticamente, come di consueto, che i progetti sono attivati, che i numerini e le parole utilizzate artatamente per confondere i calabresi sono al loro posto, ma le procedure non sono chiuse, il che significa che il vecchio giochino di dire che si è fatto tanto, in termini di risultati concreti e di reali ricadute è assolutamente falso. Stiamo parlando di bandi aperti ma non conclusi, ragion per cui la spesa che interessa la Comunità Europea non esiste. Sul regolamento n.1303/2013 recante disposizioni comuni sui Fondi strutturali e di investimento europei non si parla di progetti attivati, questa è un’invenzione terminologica per giustificare le mancanze politiche e strategiche. Ma nella sostanza, cosa ancor più grave, bisognerebbe dire a migliaia di donne e uomini calabresi come sono state impegnate queste risorse, quali ricadute hanno prodotto per la qualità della vita dei calabresi? Cosa è stato fatto da queste facce che in sequenza si ripresentano ad ogni tornata sui manifesti elettorali, sempre gli stessi che occupano militarmente la Calabria da decenni? Quanto hanno prodotto per l’occupazione, la sanità, la viabilità, l’ambiente, il turismo, il welfare, la cultura?”.

“L’Asse 14 della programmazione addirittura eroga una cifra spropositata per l’attuazione all’assistenza tecnica. Mentre il mondo del lavoro è messo in ginocchio - prosegue Raffaele Mammoliti - lavoratrici e lavoratori calabresi si vedono negati diritti essenziali, si mettono a disposizione cifre mostruose per pseudo professionisti indicati dalla politica che fanno perdere risorse europee cagionando gravissimi danni in termini di investimenti. Non sono stati capaci neppure di chiudere mezza convenzione con gli Enti preposti per impiegare le somme solo astrattamente impegnate. Se i calabresi sapessero solo minimamente quanto la politica è costata e quanti miliardi hanno fatto perdere a madri, padri e soprattutto figli della Calabria, probabilmente perderebbero ogni speranza. Ma questo non possiamo permettercelo, è oggi il momento della lotta e dell’impegno civico. Servono le persone giuste ai posti giusti. Abbiamo tantissime professionalità ed eccellenze che devono guidare il percorso di rinnovamento. Il lavoro deve essere trainante non a parole ma con i fatti.

"Occorre unire le forze e non disperderle con l’amico dell’amico che non garantirà niente, perché non può garantire niente. È finito il tempo delle promesse. Serve premiare un cambiamento serio fatto di concretezza, di valori, di idee e di rete. Solo in sinergia si potrà ripartire. E questo primo cambiamento si celebra con il voto. Io guardo ai tanti Giuseppe, Anna, Francesco, Maria. Non mi interessano i loro cognomi, ma la loro onestà ed il loro valore. Guardo alle persone che pensano di non avere dietro nessuno – conclude il candidato - che si sentono smarrite e lasciate sole, che impiegano metà della loro vita su mezzi di trasporto fatiscenti, che appartengono al club di chi subisce ingiustizie senza poter fiatare, a coloro che si sentono troppo vecchi o troppo giovani per la felicità. Mi interessa quello che insieme possiamo costruire per una Calabria migliore”.