Emergenza sanità nel Vibonese: diffida dell’Asp, l’ospedale di Serra è senza anestesista
Il Comitato “San Bruno” concede 24 ore per il ripristino del servizio: «Senza medici la gestione delle urgenze è impossibile, pronti a denunciare l’interruzione di pubblico servizio»
La pazienza è finita. Il Comitato “San Bruno”, guidato da Rocco La Rizza, ha ufficialmente depositato una diffida ad adempiere contro l’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia. Al centro della mobilitazione, il mancato ripristino della copertura medica anestesiologica presso il nosocomio cittadino, un vuoto che renderebbe di fatto ingestibile qualsiasi emergenza-urgenza chirurgica o di Pronto Soccorso.
La crisi è precipitata dopo il collocamento a riposo dell’ultimo anestesista in servizio, il dottor Miceli, la cui attività era proseguita per tre settimane in attesa di una proroga o di una sostituzione mai arrivate. Secondo La Rizza, l’assenza di questa figura professionale espone i cittadini a rischi altissimi, soprattutto in un territorio caratterizzato da una viabilità precaria che rende i trasferimenti verso altri ospedali lunghi e pericolosi. «Il nosocomio è rimasto privo dell’anestesista a seguito della mancata sostituzione – spiega La Rizza – rendendo il presidio essenziale delle aree interne una scatola vuota».
Richiamando l’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute, il Comitato ipotizza scenari pesanti dal punto di vista penale: interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio. L’Asp ha ora un termine perentorio di 24 ore per intervenire con strumenti amministrativi d’urgenza. Superata questa soglia senza riscontri concreti, la battaglia si sposterà nelle aule di tribunale con un ricorso formale all’Autorità Giudiziaria.
Nonostante le rassicurazioni fornite dai vertici aziendali durante l'ultima Conferenza dei sindaci alla presenza della triade commissariale, la situazione sul campo resta critica. Il fallimento della norma nazionale che avrebbe permesso la permanenza in servizio dei medici over 70 ha dato il colpo di grazia a una situazione già fragile, denunciata da tempo dal Comitato.
«Nelle Serre la Sanità non può più essere trattata come un problema marginale – ha concluso con fermezza La Rizza – né i cittadini possono essere trattati come carne da macello». L'attenzione resta altissima: la comunità aspetta risposte, consapevole che ogni ora di ritardo potrebbe costare cara.
