Infiltrazioni mafiose, il Governo proroga di sei mesi lo scioglimento del Comune di Lamezia
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Salvini, "in considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato la proroga per sei mesi dello scioglimento dei Consigli comunali di Lamezia Terme e Marina di Gioiosa Ionica (RC)". Questo quanto deciso dal Cdm di oggi a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte.
La decisione del Consiglio dei ministri arriva in extremis e a pochi giorni da un altro appuntamento importante per la città. Il vero passaggio decisivo, infatti, si avrà l'11 aprile quando si terrà l'udienza del Consiglio di Stato, nel corso della quale sarà discusso il ricorso dell'Avvocatura di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva riabilitato la legislatura Mascaro. Il ricorso ha già prodotto una prima sospensiva della sentenza e riportato nelle stanze del Comune la triade commissariale.
Soltanto al termine dell'udienza si conoscerà il destino definitivo del commissariamento per infiltrazioni mafiose e quindi dell'effettivo svolgimento delle elezioni. Nei giorni scorsi sia il Viminale che la Prefettura di Catanzaro avevano inserito Lamezia Terme fra i Comuni ipoteticamente chiamati al voto amministrativo il prossimo 26 maggio, ipotesi ormai tramontata. Inoltre, se sarà confermata la sentenza del Tar Lazio e quindi la legislatura Mascaro sopravvivrà, si andrà al voto a scadenza naturale, ovvero nel 2020, nel caso contrario si voterà a fine proroga del commissariamento, nel mese di novembre, probabilmente in concomitanza con le elezioni regionali.
