Il tenente colonnello dei carabinieri ha testimoniato al processo, spiegando il suo doppio ruolo di investigatore e componente della commissione prefettizia al comune di Briatico

E' iniziato oggi l'esame del ten. colonnello Carrara, testimone del pubblico ministero, innanzi il collegio costituito da Lucia Monica Monaco, in funzione di presidente, ed a latere i giudici Giovanna Taricco e Pia Sordetti. Il teste Carrara, nella vicenda amministrativa e giudiziaria che ha interessato i comuni della fascia costiera, oltre al ruolo prettamente investigativo ha svolto anche il ruolo di componente di commissione di accesso nominata dal Ministero dell'Interno nell'anno 2001 presso il Comune di Briatico.  Proprio il suo doppio ruolo, investigatore e componente della commissione prefettizia, è stato oggetto di un intervento dell'avvocato Diego Brancia, il quale ha sottoposto al collegio giudicante la valutazione della sua compatibilità ad essere sentito come teste. Il Collegio giudicante ha tuttavia reputato ammissibile la testimonianza del maggiore Carrara, atteso che il suo incarico come componente di commissione prefettizia non può farsi rientrare nell'alveo dei soggetti “ausiliari” - come definiti dall'art. 197, lettera d, del codice di procedura penale- come tali incompatibili con l'ufficio di testimone.

Gli accessi antimafia al Comune di Briatico. Il tenente colonnello Carrara ha offerto al Collegio giudicante un excursus storico sugli accessi disposti dalla Prefettura presso il Comune di Briatico nel corso degli anni, e che hanno coinvolto diverse amministrazioni succedute alla guida del Comune. Il teste ha reso conto al collegio giudicante che l'arco temporale di riferimento parte dal gennaio 2007 alla firma del decreto di accesso del 12 aprile 2011, ed ha dunque interessato per l'intera sua durata l'amministrazione con a capo il sindaco Prestia, nonché parte temporale dell'amministrazione targata Niglia, sindaco nel 2005 e attuale presidente della Provincia di Vibo Valentia. Il comune di Briatico è stato sciolto per mafia nel 2003 quando era sindaco Costantino Massara, e successivamente nel 2010, sindaco Francesco Prestia. E l'analisi ha riguardato anche l'amministrazione targata Casuscelli Di Tocco, che ha temporalmente preceduto la consiliatura Massara.
Secondo il ten. Carrara, ben quattro diverse amministrazioni comunali hanno conosciuto, come filo conduttore unico, il condizionamento operato dalla cosca Accorinti, e segnatamente Nino Accorinti. Proprio Nino Accorinti avrebbe direttamente preso parte alla vita amministrativa e politica di Briatico negli anni '80, avendo rivestito la carica di assessore e consigliere comunale, così come il fratello Franco, vicesindaco nella consiliatura Massara.

Sergio Bagnato

Le infiltrazioni mafiose. Il tenente Carrara ha citato i plurimi omicidi avvenuti nel territorio briaticese dal 1982 (omicidio Martino) sino al 2006 (omicidio Scarcella), passando per gli omicidi di Nicola Santino Greco, nel 1996 e del sequestro, noto alle cronache, e successivo decesso del dentista Conocchiella. Oltre ai fatti omicidiari, il tenente Carrara ha citato un episodio, collocato temporalmente in occasione delle elezioni comunali del 2010 che consegnarono il Comune a Franco Prestia, e che sedondo la prospettazione accusatoria costituirebbe elemento sintomatico del condizionamento dei clan. Si assistette infatti a plateali festeggiamenti che videro gli Accorinti cantare lungo le vie del paese “i padroni di Briatico siamo noi”, unitamente ad una serie di persone note alle forze dell'ordine. Altra figura degna di nota risulta il consigliere comunale Sergio Bagnato, del quale il tenente Carrara racconta un episodio avvenuto nell'agosto 2010. In quell'occasione, il Bagnato, nella sua qualità di presidente di un'associazione culturale, aveva organizzato un concerto la cui partecipazione pubblica era annunciata come gratuita. Al contrario di quanto annunciato, vennero posizionate delle transenne al fine di poter riscuotere dagli spettatori la somma di cinque euro per la partecipazione all'evento. Presso questi varchi di ingresso vennero notati Greta Accorinti e Marco Borello, incaricati di riscuotere le offerte. Il sindaco Francesco Prestia diede l'ordine di rimuovere le transenne, ma si registrò la forte reazione di Antonio Accorinti, il quale avrebbe detto “Francè, lo hai detto tu di fare passare tutti? Ora lo paghi tu quello che viene a cantare? Chi te lo ha ordinato, chi te lo ha detto?” A tali “rimbrotti” il Sindaco in carica si allontanò senza reagire dal luogo del concerto.

Le mancate surroghe. Il tenente ha spiegato che a seguito di numerose dimissioni, precisamente di Rosa Calafati, dimessa il 18 marzo 2011, Agostino Vallone, dimesso il 25 marzo 2011, l'amministrazione Prestia rimase senza opposizione, senza che si procedesse alle surroghe, e così in violazione, secondo la prospettazione accusatoria, dell'art. 45 del testo unico degli enti locali. Le dimissioni, avvenute a marzo 2011, di poco precedono l'accesso antimafia dell'aprile 2011, accesso antimafia che era già nell'aria, secondo il racconto del Tenente Carrara. Esaminata dal teste Carrara anche la posizione del vicesindaco ed assessore Massimo La Gamba, consigliere nel 2002 nell'amministrazione Massara, subentrato al cugino dimissionario Fausto Arena, tratto in arresto nell'operazione “Panta Rei”.

Andrea Niglia

La posizione di Andrea Niglia. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, il tenente Carrara ha deposto sulla posizione di Andrea Niglia, attuale presidente della Provincia di Vibo Valentia. Niglia risulta coniugato nel 2010 con Alessia Cavallaro, figlia di Rosa Maria Bonavita, sorella di Francesco Giuseppe Bonavita classe 1946;  Rosa Maria Bonavita aveva ricoperto la carica di consigliere nel 2002, e conobbe lo scioglimento per mafia nel 2003, Sindaco Massara. Niglia risulta avere frequentazioni con Giuseppe Granato, coinvolto nell'inchiesta “Costa Pulita”, e con Alessandro Fiorillo, con pregiudizi di polizia per violazione delle leggi sugli stupefacenti. Circa l'attuale amministrazione comunale di Briatico targata Niglia, il Tenente ha spiegato della presenza in giunta di Costantino Massara, già Sindaco “sciolto” nel 2010; cita poi il consigliere Cutellè, sposato con Teresa Bonavita, nonché Michele Carnovale di San Gregorio d'Ippona, avvisato orale di pubblica sicurezza e cognato di Vincenzo Fiarè di San Gregorio d'Ippona.

Assessori “scomodi” della Giunta del Sindaco Prestia. Il tenente Carrara ha evidenziato le posizioni di due esponenti della giunta del sindaco Prestia: Gennaro Melluso, la cui cognata è moglie di Emanuele Bruno, tra i principali imputati del processo “Luce nei Boschi”. Al matrimonio del Melluso è stato testimone di nozze Antonino Accorinti.
Altro assessore citato è stato Milena Grillo, coniugata con Fausto Melluso, soggetto di interesse poiché dipendente della San Giorgio snc, società di gestione del “Green Garden” di Briatico, sequestrato e riconducibile alla cosca Accorinti.

La gestione “monopolistica” della rete idrica. Il tenente ha reso conto, in tema di appalti pubblici, del forte ricorso all'affidamento diretto ed alla procedura di somma urgenza. Trattando dello specifico settore della gestione del servizio idrico, il teste ha individuato in Filippo Bonavita il “dominus” assoluto del servizio idrico,presente senza soluzione di continuità chiunque fosse il Sindaco in carica, ed ha evidenziato le plurime discrasie nel bilancio comunale della copertura dei costi del servizio idrico. A carico del Bonavita anche diverse denunce di privati per i problemi di gestione dell'acqua pubblica. Proprio il Bonavita è stato destinatario di attività di intercettazione telefonica, riscontrandosi contatti con l'assessore Domenico Marzano, imputato nell'inchiesta “Costa Pulita”. Lo stesso assessore Marzano è stato oggetto di interesse investigativo, per le sue frequentazioni con Antonino, assunto come portiere presso l'Hotel Marzano, e Antonio Accorinti. Il procedimento è stato aggiornato al 15 novembre prossimo, quando proseguirà l'esame del teste Carrara. (p.dg)