Discarica a Sant'Onofrio, il sindaco spiega le "ragioni" dell'impianto
Onofrio Maragò invita il Comitato a riavviare il confronto e fa il punto sul progetto: occupazione, risparmio, ambiente e salute
Crescono le distanze e la tensione tra amministratori e cittadini a Sant'Onofrio, dove sulla realizzazione dell'impianto di trattamento di rifiuti con annessa discarica sembra ormai impossibile trovare un punto d'incontro. Dopo il primo dello scorso 8 agosto, infatti, dal Comitato "No discarica" avevano fatto sapere che il dialogo si sarebbe chiuso lì, nella consapevolezza che le posizioni erano inconciliabili. Una posizione su cui interviene il sindaco Onofrio Maragò che tenta di recuperare il filo del dialogo, pur manifestando la sua amarezza per avere appreso della decisione del comitato solo "tramite giornale. Della cosa – spiega – me ne dispiace sia per la forma sia per le motivazioni, anche perché ad oggi non ho ricevuto alcuna nota da parte del Comitato, né alcuno dei suoi referenti si è pregiato di informarmi direttamente".
Il primo incontro e le contraddizioni. Maragò, quindi, sottolinea che il primo incontro era stato concordato "per trovare un percorso condiviso" ossia l'obiettivo era "sciogliere il ghiaccio e metodologicamente fissare ulteriori tappe per poter esprimere pienamente e chiaramente le rispettive motivazioni, in un dialogo civile che coinvolgesse tutti i cittadini". In tal senso, spiega di non capire il motivo di questa "chiusura" e "come sindaco – aggiunge – e cittadino me ne dispiace, poiché non mi sono sottratto alla discussione e ho più volte ribadito che sono pronto al confronto, anche serrato, purché sia sempre ispirato a ricercare soluzioni e sia supportato da dati e informazioni reali". E questo, aggiunge Maragò, "può essere riscontrato leggendo il verbale dell'incontro che il Comitato ha condiviso e che contraddice quanto si evince nell'articolo pubblicato". Insomma, per il sindaco che non "rinnega" nulla di quanto affermato in quell'occasione, "chiudere le porte in faccia ad un confronto appena avviato e ad una amministrazione pronta a discutere è un fatto increscioso che testimonia una debolezza, tipica di abbandona il campo della contesa".
Gli ostacoli. Quindi, analizzati gli aspetti formali passa ad analizzare i motivi della chiusura. "Tra gli ostacoli non superabili si riporta la mancata volontà di indire un referendum popolare e di non aver fornito il progetto dell'impianto. Ebbene – chiosa – come potrà trovare conferma nel verbale, indire un referendum avrebbe significato aprire una anomala campagna elettorale, con uno scontro di cui il Comune non ha certamente bisogno e che non avrebbe potuto far partecipare i tanti sottoscrittori della petizione che risultano in altro comune". Per quanto riguarda il progetto, invece, "sono state – spiega – fornite indicazioni dettagliate su impianti simili". L'amministrazione, quindi, si è resa disponibile, sottolinea Maragò, "nonostante alcuni commenti inqualificabili di consiglieri di minoranza, ad organizzare delle visite ad impianti simili per constatare di persona le reali condizioni operative e ambientali in cui sono situati". La proposta è di "credere ai vostri occhi".Rammarico, infine, il sindaco esprime "per l'allarmismo che viene generato senza avere contezza alcuna sul ciclo dei rifiuti" e, in questa direzione, spiega che "il nuovo impianto, la piattaforma di recupero spinto prevista a Sant'Onofrio, è di gran lunga più avanzata a livello tecnologico rispetto agli impianti odierni, migliorando ulteriormente i risultati che si raggiungono oggi".
L'impianto. Da qui, la convinzione che "nel nuovo impianto, che accetterà i rifiuti urbani, la parte di umido sarà separata e avviata alla produzione di bio-metano, mentre verrà avviata a smaltimento solo la parte secca non recuperabile". Quanto alla circolazione dei camion che trasportano rifiuti, prosegue "non ci sarà nessuna invasione"e anzi, spiega che la sede come accade oggi sarà raggiunta sempre via autostrada con la differenza che ci sarà un risparmio sui chilometri e quindi anche per i cittadini della provincia di circa un milione di euro l'anno. Infine, una parentesi sulla salute e il rispetto dell'ambiente, "punti fermi e imprescindibili dell'Amministrazione e non saranno messi a rischio dalla nascita dell'ecodistretto, il quale invece produrrà occupazione sia nella fase di realizzazione che in quella di gestione". E per questo Maragò invita al confronto, anche con l'ausilio di esperti e rivolge un appello al comitato a "tornare indietro sui propri passi e accettare un ruolo vigile di osservatore sul processo avviato".
