Detenuto si impicca in carcere a tre mesi dalla fine della pena
Un detenuto di nazionalità marocchina di 30 anni, recluso da 3 anni, si è tolto la vita nel giorno dell’Immacolata, impiccandosi nella sua cella del carcere veronese di Montorio. L’uomo, affetto da problemi psichiatrici, avrebbe finito di scontare la sua pena entro tre mesi. La notizia è stata divulgata dall’associazione "Sbarre di Zucchero". “A poche ore dalla notizia del decesso in ospedale del detenuto di San Vittore che si era impiccato, ci giunge notizia dettagliata dell’ennesimo suicidio nel carcere di Verona. Un marocchino di nome Oussama Saidiki si è impiccato in una cella di isolamento, nei pressi dell’Ufficio Matricola. Oussama proveniva dalla quinta sezione e, dopo circa 3 anni di detenzione, si stava avviando al fine pena, gli mancavano solo 3 mesi”. Così la nota dell’associazione.
Problemi psichiatrici
Tuttavia, aggiunge l’associazione, “Oussama non stava bene, aveva già dato ampi segnali in passato di disagio psichico, ingerendo vetri, ad esempio, ed incendiando la sua cella. Era stato portato a colloquio con lo psichiatra, dove si è agitato così tanto da diventare aggressivo; da qui la decisione di non ricondurlo in quinta sezione ma di metterlo in isolamento, da solo. Ed Oussama si è impiccato. È il terzo suicidio nel carcere di Montorio in meno di un mese. Il silenzio di Istituto e Garante dei detenuti è insoportabile, da parte loro tutto tace, ancora ed ancora. Perché? Adesso pretendiamo delle risposte urgenti”. La tragedia evidenzia ancora una volta il problema dei detenuti con problemi psichici rinchiusi nelle carceri per così dire “ordinarie”. La direzione del carcere ha spiegato di aver ripetutamente segnalato la carenza di presa in carico dei detenuti con disagio psichico da parte della sanità pubblica.
