Il nome di Giuseppe Caminiti, detto Pino, torna a intrecciarsi con l’inchiesta milanese che mette in luce la presunta infiltrazione della ’ndrangheta nella gestione degli affari legati allo stadio Giuseppe Meazza di Milano. Secondo la Procura, Caminiti sarebbe stato una “diretta emanazione dei clan calabresi” impegnati nel controllo delle attività economiche attorno al tempio del calcio milanese.

A riportarlo è Gherardo Zaccagni, ex gestore di alcuni dei parcheggi del Meazza, ascoltato come testimone nel processo a Manfredi Palmeri, consigliere comunale e regionale e dirigente di M-I Stadio, la società che gestisce l’impianto per conto di Inter e Milan.

Zaccagni ha raccontato ai magistrati di aver assunto Caminiti con uno stipendio di circa 4mila euro al mese, con l’obiettivo di “evitare ingerenze” e mantenere la tranquillità nei rapporti con il tifo organizzato. “Era una sorta di assicurazione – ha spiegato –. Caminiti era visto di buon occhio dal dottor Marotta e da diversi ambienti dell’Inter, compresi allenatori e dirigenti”.

L’imprenditore, che ha patteggiato due anni e due mesi per reati di corruzione tra privati, accesso abusivo a sistemi informatici e possesso di documenti falsi, ha precisato che Palmeri non gli avrebbe mai chiesto favori o denaro in cambio dell’affidamento dei parcheggi, spiegando che i rapporti tra loro erano di “reciprocità e cortesia”.

Giuseppe Caminiti, 56 anni, è un volto noto alle cronache giudiziarie. Già arrestato nel settembre 2024 nell’ambito dell’operazione “Doppia Curva”, che ha colpito i vertici degli ultras di Milan e Inter, è stato condannato a cinque anni di reclusione nel giugno 2025. A suo carico pende anche una nuova ordinanza di custodia cautelare per omicidio, legata alla morte di Fausto Borgioli, ex membro della banda di Francis Turatello, ucciso nel 1992.

L’indagine milanese delinea un quadro inquietante, in cui la criminalità organizzata calabrese avrebbe trovato spazi di manovra nel mondo del calcio, infiltrandosi negli affari legati alla gestione dello stadio e al tifo organizzato.