Tra i nomi che circolano con sempre maggiore insistenza ci sono quelli di tre "veterani" del calibro di Romeo, Iannello e Pacienza

E' l'ora della resa dei conti in casa del Partito democratico vibonese. Dopo le polemiche che hanno infiammato il dibattito politico locale nelle ultime ore, la settimana che sta per iniziare sarà intensa. Al via infatti la stagione dei congressi e dal 9 al 12 novembre si terranno le assemblee di circolo, propedeutiche all'appuntamento finale che porterà all'elezione del segretario cittadino entro fine mese.

Toto-nomi. Una poltrona ambita per la quale la discussione è aperta da tempo. Diversi sono i nomi che circolano con sempre maggior insistenza, per un ruolo che dovrà essere ricoperto da una persona possibilmente capace di aggregare il consenso intorno ai dem e di mettere fine alle faide che da tempo dilaniano il Partito democratico.

In pole position. Il principale degli indiziati è Enzo Romeo, noto odontoiatra della città, con una carriera politica di tutto rispetto alle proprie spalle. E' stato, infatti, il primo presidente dell'Amministrazione provinciale appena costituita, dall'ormai lontano 1 giugno 1995 fino al 1999 alla guida di una coalizione di centro-sinistra. La sua amministrazione si connotò per l'entusiasmo con il quale tentò di avviare lo sviluppo del territorio prima di lasciare il testimone, per due mandati, ad Ottavio Gaetano Bruni che poi avrebbe amministrato ininterrottamente fino al 2008.

L'altra opzione. Tra i nomi che circolano maggiormente figura quello di un militante storico, un uomo radicato da sempre a sinistra: si tratta di Antonio (Totò per gli amici) Iannello, residente nella frazione di Triparni. Iannello ha ricoperto la carica di assessore ai Lavori pubblici di palazzo “Luigi Razza”, durante l'Amministrazione guidata da Franco Sammarco dal 2005 al 2010 in quota Ds prima e Pd dopo il 2008.

La terza pista. Porta dritto a Gaetano Pacienza, anch'egli con un curriculum di tutto rispetto all'interno del Partito democratico, la terza pista. Pacienza è stato assessore agli Affari generali nell'esecutivo Sammarco, negli ultimi anni della consiliatura. Ricandidatosi, è subentrato in Consiglio comunale, nell'era D'Agostino, tra i banchi dell'opposizione, dopo le dimissioni di Michele Soriano che aveva capeggiato la coalizione di centrosinistra alle amministrative del 2010.

Prudenza. Tre profili di tutto rispetto, dunque, sui quali è inutile nascondere che la prudenza sia ancora assoluta. Nessuno dei maggiorenti dem si sbilancia per evitare di “bruciare” questo o quel candidato. Ciò che appare certo è che si cerchi una figura per così dire super partes, laddove con questo termine si intende una personalità non logorata dalle beghe che da anni riducono il Partito democratico ad una sorta di arena nella quale prevale la legge del più forte.