L’investimento è un aspetto importante da considerare per chiunque decida di proteggere il proprio capitale nel tempo dall’erosione di valore dovuta dall’inflazione. Investire significa impiegare oggi una somma di denaro con l'obiettivo di ottenere un rendimento futuro e una crescita del capitale. Il mondo degli investimenti è molto ampio e composto da molteplici tipologie di prodotti e diversi mercati. Molti risparmiatori si pongono la domanda dove investire oggi, è indispensabile quindi, comprendere le diverse tipologie di investimento disponibili sul mercato finanziario, i loro meccanismi di funzionamento e le caratteristiche che li distinguono. Le scelte di investimento dipendono strettamente da variabili personali come l'orizzonte temporale a disposizione, gli obiettivi specifici e la propria propensione al rischio.

La propensione al rischio e la durata


Le diverse tipologie di investimento vanno scelte e valutate invase a due principi fondamentali: l'orizzonte temporale e il profilo di rischio. L'orizzonte temporale indica la durata dell'investimento e di divide in: breve termine, generalmente sotto i 18 mesi; medio termine, che può estendersi fino a 3-5 anni; e lungo termine, quando si superano i 5 o 10 anni. Il rischio rappresenta la possibilità che l’investimento possa generare un profitto o una perdita. Generalmente, a un rischio maggiore corrisponde un potenziale di rendimento più elevato. Gli investimenti si classificano quindi a basso rischio, come alcuni titoli di Stato o libretti postali; rischio medio, che può includere obbligazioni societarie o fondi bilanciati; e alto rischio, categoria che comprende azioni e strumenti derivati.

Le azioni e le obbligazioni


Una delle forme di investimento più note è rappresentata dalle azioni. Acquistare un'azione significa acquisire una quota di proprietà del capitale di una società quotata in Borsa. Il rendimento di un investimento azionario può derivare da due fonti: la distribuzione degli utili aziendali, noti come dividendi, oppure l'aumento del valore dell'azione stessa nel tempo, realizzabile al momento della vendita. Le azioni sono considerate investimenti ad alto rischio poiché il loro valore oscilla costantemente in base all'andamento dell'azienda e dei mercati.

Un'alternativa è rappresentata dalle obbligazioni, o titoli di debito. Investire in un'obbligazione significa concedere un prestito a un emittente, che può essere uno Stato (come nel caso dei titoli di Stato) o un'azienda privata (come le obbligazioni societarie). Le obbligazioni prevedono una cedola periodica, che consiste in un interesse corrisposto dall’emittente al finanziatore, che può essere a tasso fisso o variabile, e un diritto al rimborso del capitale alla scadenza prefissata. Le obbligazioni sono generalmente percepite come meno rischiose delle azioni, anche se il livello di rischio dipende molto dall'affidabilità dell'emittente.

Fondi Comuni ed ETF


Nel mercato finanziario esistono dei prodotti che permettono di ripartire il capitale su un insieme ampio e variegato di asset, rappresentando degli strumenti di diversificazione del portafoglio. In questa categoria rientrano i fondi comuni di investimento, gestiti da società specializzate (SGR), le quali raccolgono il denaro di molti risparmiatori per investirlo in un portafoglio diversificato di azioni, obbligazioni o altri strumenti, in base a una determinata strategia. Esistono diverse tipologie di fondi, che si dividono in azionari, obbligazionari o bilanciati.

Un'altra categoria molto diffusa negli ultimi anni è rappresentata dagli ETF (Exchange Traded Funds), fondi che si distinguono per essere negoziati in Borsa come normali azioni e per avere solitamente una gestione passiva, ovvero replicano fedelmente l'andamento di un determinato indice di mercato, spesso con costi di gestione molto più contenuti dei fondi di investimento. E nel tempo quindi (e non solo per i costi come dimostrano le evidenze oltre che le ricerche) più convenienti per i risparmiatori (e molto meno naturalmente per chi li colloca e consiglia).