Dopo un lungo iter giuridicio, il Tfn della Figc ha dichiarato inammissibile il ricorso dei rossoblù che avevano chiesto di essere reintegrati in Serie C

Il Tribunale federale nazionale della Figc ha dichiarato inammissibile il ricorso della Vibonese. La società rossoblù, retrocessa sul campo nella stagione 2016-2017 dopo la sconfitta nei play out con il Catanzaro, a seguito della richiesta esclusione del Messina, aveva chiesto di essere reintegrata nell'organico del campionato essendo la prima squadra esclusa dal campionato per la mancata presentazione della fideiussione. Il processo era ripartito daccapo dopo l'annullamento con rinvio disposto dal Collegio di garanzia del Coni al quale Figc e Lega Pro, per conto di Carlo Tavecchio e Gabriele Gravina, si erano rivolte per impugnare la sentenza della Corte federale d'appello che aveva dato ragione alla Vibonese disponendo la reintegra in Serie C. Ancor oggi i giudici della Cfa sono gli unici ad essere entrati nel merito della vicenda. Dopo il nuovo verdetto del Tfn, il presidente Pippo Caffo si rivolgerà proprio alla Corte federale d'appello.

Le tappe di una vicenda kafkiana.  Lo scorso agosto, dopo una prima dichiarazione di inammissibilità del ricorso da parte del Tribunale Federale Nazionale, il presidente Caffo aveva proposto reclamo davanti alla Corte Federale D’Appello, che accogliendo il ricorso aveva disposto la retrocessione del Messina all’ultimo posto del campionato di Lega Pro (stagione sportiva 2016/2017) determinando la possibile reintegrazione della Vibonese nel campionato di Serie C per la stagione sportiva 2017/2018. Era il 24 agosto.  A seguito dell’impugnazione davanti al Collegio di Garanzia dello Sport da parte del presidente della FIGC e della Lega Italiana Calcio Professionistico, le Sezioni Unite del supremo organo di giustizia sportiva lo scorso 19 settembre avevano accolto il ricorso, annullando per l’effetto la decisione della Corte D’Appello Federale e rinviando la questione al TFN per ogni successiva determinazione.