"Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste". Questo il verdetto del gip Vibo Valentia Pia Sordetti. L'imputato accusato di una plurima violazione della sorveglianza speciale non è uno qualsiasi ma Francesco Mancuso, alias Tabacco, 61 anni, pluripregiudicato, ritenuto elemento di spicco dell'omonima famiglia di Limbadi, più volte sorpreso in compagnia di pregiudicati. Per il giudice del Tribunale di Vibo "il fatto non sussiste". Accolte quindi le argomentazioni dell'avvocato Giuseppe Di Renzo.

Il precedente. Nello scorso mese di settembre i giudici della Sezione misure di prevenzione dello stesso Tribunale avevano rigettato la richiesta della Procura di Vibo che chiedevano l'applicazione della sorveglianza speciale e dell'obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni nei confronti del 61enne di Limbadi. Per il Tribunale di Vibo, insomma, Francesco Tabacco non è "socialmente pericoloso" per come ritenuto dagli inquirenti o, almeno, manca la concreta "attualità della pericolosità sociale". Così è libero di circolare senza alcuna misura di prevenzione personale.

Profilo. Francesco Mancuso, fratello di Giuseppe, alias ‘Mbrogghia, Diego, detto Mazzola e Pantaleone, meglio conosciuto come “l’ingegnere”, ha scontato undici e otto mesi di carcere perché coinvolto nell’operazione “Dinasty” scattata nel lontano 2003 e condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Rischia ora altri sei anni di reclusione nell’ambito del processo “Genesi” con il verdetto emesso nello scorso mese di febbraio dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Attenderà ora a piede libero il giudizio della Cassazione