Il Comitato cittadino deciso ad andare fino in fondo. Dopo l'esposto in Procura, ha interessato l'Arpacal e chiesto un incontro al prefetto

Prosegue l'attività di sensibilizzazione del comitato "No Antenna" sorto spontanemanente a Stefanaconi e che nel giro di appena dieci giorni ha raccolto oltre 800 firme. Quasi un'intera cittadinanza si è mobilitata per impedire l'installazione di un'antenna di telefonia mobile in un'area classifica R4 e, quindi, ad alto rischio idrogeologico. Della vicenda è stata interessata la Procura di Vibo e l'Arpacal.

L'ordinanza. Ora si muove anche il Comune. Per il comitato l'area su cui si vorrebbe installare l'antenna, a ridosso di una delle arterie principali del paese, dove tra l'altro insistono anche degli edifici scolastici, dove essere messa sotto sequestro. "I lavori fino ad oggi realizzati dalla Wind in area R4  - si legge in una nota - sono un conclamato abuso edilizio in quanto portati avanti in assenza progettuale e,  addirittura, della comunicazione di inizio lavori sia al Genio Civile che al Comune di Stefanaconi". Un particolare che si evince anche dall'ordinanza comunale numero 12 firmata proprio ieri in seguito alla quale il Comitato chiede ora al sindaco di avviare il provvedimento del sequestro dell'area e denunciare i tecnici della Wind responsabili dei lavori abusivi.

Parola al Tar. In questo senso il Comitato ha chiesto un incontro con il Prefetto per rappresentare e documentare tali conclamate illegalità. Intanto è stata fissata per domani dal Tar l'udienza chiesta dalla Wind contro la prima sospensione dei lavori. Il Comitato cittadino sarà rappresentato dinnanzi al Tribunale amministrativo dall'avvocato Domenico Colaci mentre il Comune sarà difeso dall'avvocato Maria Teresa Santaguida.