Il Consiglio regionale della Calabria tornerà a riunirsi domani, con inizio fissato alle ore 12. Anche questa seduta, la seconda dall'inizio della legislatura dopo le elezioni del 26 gennaio risentira' degli effetti dell'emergenza sanitaria in atto a causa del coronavirus: i lavori si svolgeranno a porte chiuse, con ingresso nell'aula consiliare consentito solo ai consiglieri e assessori regionali e al personale dipendente strettamente indispensabile, muniti di mascherine e guanti e tenuti a mantenere la distanza di sicurezza, inoltre i lavori saranno trasmessi in diretta streaming sui canali social del Consiglio regionale.

L'agenda. Sono tre, i punti all'ordine del giorno della seduta di domani, dedicata essenzialmente alla sessione di bilancio, destinata a far uscire la Regione dall'esercizio provvisorio nel quale l'ente era entrato dopo la non approvazione del bilancio di previsione alla fine della precedente legislatura: al primo punto del Consiglio regionale c'e' il Documento di economia e finanza della Regione Calabria per gli anni 2020-2022, quindi la Legge di stabilita' regionale 2020 e il Bilancio di previsione per gli anni 2020-2022.

Manovra da 7.5 miliardi. La proposta di bilancio, approvata lo scorso 9 aprile dalla Giunta regionale, prevede una manovra di complessivi 7,5 miliardi, con 767,1 milioni di risorse autonome. Il Bilancio di previsione affronta, inoltre, l'emergenza coronavirus, stanziando circa 20 milioni grazie a economie realizzate con il taglio di alcune spese correnti, e dispone misure per venire incontro ai rilievi della Corte dei Conti nell'ultimo giudizio di parifica del rendiconto della Regione.

Niente linee programmatiche. Inizialmente, tra i punti all'ordine del giorno di domani era prevista anche l'approvazione del programma di governo ai sensi dell'articolo 33 comma 4 dello Statuto della Regione, ma questo punto e' stato rinviato a una prossima seduta su richiesta del presidente della Giunta, Jole Santelli, richiesta motivata "dalla necessita' - si legge in una nota - di assicurare spazio e tempi adeguati agli altri tre punti dell'ordine del giorno". La decisione di rinviare questo punto e' stata aspramente contestata dai gruppi di opposizione, secondo i quali lo slittamento della discussione e dell'approvazione del programma di governo rappresenta una scorrettezza istituzionale ed e' finalizzato soltanto a nascondere le divisioni nella maggioranza.