Carabinieri e centro antiviolenza uniscono le forze: a Vibo rete per proteggere le donne (VIDEO)
Una collaborazione strutturata, pensata per rafforzare la protezione delle donne e dare una risposta rapida a ogni segnale di violenza, anche il più nascosto. È questo il cuore del protocollo d’intesa firmato tra il Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia e l’associazione Attivamente Coinvolte, realtà ormai radicata in tutta la Calabria nella lotta alla violenza di genere.
Il documento porta la firma del colonnello Antonio Parillo e della presidente Stefania Figliuzzi e segna un passo decisivo nella costruzione di una rete stabile tra istituzioni e volontariato specializzato.
L’accordo punta a rafforzare ogni fase dell’intervento: dall’ascolto della donna alla gestione concreta dell’emergenza, fino all’accompagnamento nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. L’associazione mette a disposizione le proprie operatrici e l’intera rete di case rifugio, locali e regionali, presenti all’interno del circuito D.i.RE. Un supporto fondamentale per garantire protezione immediata alle vittime più esposte.
«Vogliamo mettere la nostra struttura territoriale al servizio della prevenzione e del sostegno alle donne», ha spiegato il colonnello Parillo, sottolineando il ruolo di prossimità svolto da stazioni e comandi presenti anche nei centri più piccoli, dove spesso il fenomeno del “sommerso” risulta più difficile da intercettare. Il protocollo prevede inoltre percorsi formativi specifici per i militari, con l’obiettivo di aumentare la capacità di riconoscere i reati spia, dagli atti persecutori alle minacce ripetute, che possono anticipare escalation più gravi.
L’attenzione è alta soprattutto alla luce dei dati: nel 2024 i delitti riconducibili al Codice Rosso gestiti dall’Arma sono saliti da 57.656 a 60.872, confermando la necessità di un approccio sempre più coordinato. «La vera fragilità non appartiene alla vittima ma a chi esercita violenza», ha ricordato Parillo, richiamando l’urgenza di evitare ogni forma di vittimizzazione secondaria e di costruire un rapporto di fiducia reale tra donna e Carabiniere.
Sulla stessa linea anche Stefania Figliuzzi, che ha parlato di «un passo concreto per le donne», grazie alla sinergia con l’intera rete territoriale dell’Arma. «Vogliamo dire chiaramente che le donne non sono sole: noi ci siamo e i Carabinieri ci sono. Devono sapere di poter contare su un aiuto immediato e competente».
Figliuzzi ha sottolineato come, nonostante la maggiore consapevolezza sociale maturata negli ultimi anni, molte donne non riconoscano subito la violenza che subiscono. «Le denunce aumentano, ma resta ancora molto sommerso. Per questo dobbiamo continuare a parlare, a informarci e a creare alleanze che sostengano davvero le vittime».
