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«Con pochi treni e collegamenti sia interni sia verso le altre regioni, i calabresi sono costretti a prendere l’automobile. Non una scelta, ma una necessità», afferma la consigliera regionale Rosellina Madeo (PD), commentando il rincaro del diesel di circa cinque centesimi al litro registrato all’inizio del 2026.

«Più che un regalo, trattasi di un vero e proprio pacco – sottolinea Madeo –. Gli italiani hanno iniziato il nuovo anno con questo aumento che peserà molto sulle spese delle famiglie, ma che per ragioni logistiche e di infrastrutture peserà ancora di più sulle tasche dei calabresi».

La consigliera evidenzia come alla promessa di portare l’Alta Velocità in Calabria sia seguito un “colpo di mano” che ha privato la regione del progetto. «I collegamenti ferroviari interni sono quelli che sono – spiega –. Attendo con interesse la risposta alla mia interrogazione sui lavori della tratta Sibari-Crotone, ma anche nelle altre aree della Calabria la situazione non è delle migliori. Abbiamo serie difficoltà a spostarci con i treni fuori regione e altrettante all’interno del territorio».

Critica anche la situazione aeroportuale: «Oltre gli slogan e gli articoli patinati, restano collegamenti scarsi, spesso molto costosi e a volte addirittura annullati se l’aereo non riesce a riempire i posti». La conseguenza, aggiunge Madeo, è chiara: «I calabresi sono tra gli italiani che più usano l’auto. E, ancora una volta, non è una scelta ma una necessità».

La consigliera richiama infine le promesse della politica nazionale sul costo dei carburanti: «Non è così lontano il 2022, quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prometteva di togliere le accise sui carburanti. Oggi, invece, non solo non le toglie, ma le aumenta. D’altronde, la campagna elettorale è una cosa, il governare con coerenza è ben altra».

Madeo solleva anche un tema politico: «I nostri rappresentanti locali in Parlamento, pur politicamente affini alla maggioranza di governo, hanno fatto qualcosa per scongiurare questi rincari? Ancora una volta, sebbene ci sia una filiera istituzionale tra Governo nazionale e Regione, la Calabria sembra non riuscire a far arrivare la propria voce e le sue istanze».

Una fotografia preoccupante della mobilità in Calabria, tra infrastrutture carenti e costi crescenti, che lascia cittadini e pendolari sempre più dipendenti dall’automobile e segnala la necessità di interventi concreti per migliorare trasporti e sostenibilità economica.