'Ndrangheta, regge l'impianto accusatorio: pene pesanti per 19 imputati (NOMI)
Regge l’impianto accusatorio della procura antimafia di Reggio Calabria. Davanti alla Corte di Cassazione, si chiude con la conferma di quasi tutte le condanne il processo Handover, nato dall'operazione che ha decapitato il clan Pesce di Rosarno, con le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa e traffico di droga.
La Cassazione, infatti, ha rigettato 19 ricorsi, mentre ha annullato con rinvio per due imputati, Antonio Alessi e Giovan Battista Cacciola, per i quali servirà un nuovo processo d’appello per rideterminare la pena.
Diventano, quindi, definitive le condanna per:
- Rocco Pesce ('71) 20 anni;
- Antonino Pesce (‘92) 20 anni;
- Antonino Pesce (‘91) 20 anni;
- Vincenzo Pesce (63) 16 anni;
- Giuseppe Cacciola 11 anni e quattro mesi;
- Giovanni Grasso 10 anni e otto mesi;
- Savino Pesce 10 anni e quattro mesi;
- Giuseppe Antonio Ferraro, 10 anni;
- Gioacchino Bonarrigo 9 anni e otto mesi;
- Cristian Pagano 9 anni e quattro mesi;
- Giuseppe Carmine Cannatà 9 anni e quattro mesi;
- Pasquale Loiacono 8 anni;
- Rocco Bellocco 6 anni e otto mesi;
- Domenico Bellocco (’80) 6 anni e otto mesi;
- Salvatore Consiglio 6 anni e otto mesi;
- Salvatore Ferraro 4 anni e cinque mesi;
- Francesco Benito Palaia 4 anni e cinque mesi;
- Domenico Preiti 2 anni;
- Antonio Corrao 1 anno e otto mesi.
