Migranti positivi ad Amantea, scoppia la protesta: in arrivo l'esercito
Circa una trentina di migranti hanno protestato nel centro di accoglienza straordinaria "Ninfa Marina" di Amantea dopo essere venuti a conoscenza dell’obbligo di quarantena. Gli extracomunitari hanno minacciato di forzare il blocco imposto dalle forze dell'ordine chiedendo di poter ritornare a circolare liberamente per la città. La protesta si è poi placata grazie all'intervento mediatore di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza.
In arrivo l'esercito. Nel frattempo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, conclusosi nella serata di ieri nella Prefettura di Cosenza, ha stabilito che forze dell’ordine e esercito vigileranno nei Centri di accoglienza per migranti di Amantea e Rende dove sono stati riscontrate diverse positività tra gli ospiti. I militari, in particolare, arriveranno da Diamante, dove sono stati impiegati in attività contro gli assembramenti durante la movida. L’attenzione dei partecipanti alla riunione si è focalizzata, è scritto in una nota della Prefettura, "sulle misure di isolamento e di sorveglianza attiva adottate dai centri nei confronti degli ospiti destinatari di ordinanza di quarantena obbligatoria in quanto positivi ai tamponi. Si tratta, a Rende, di 15 migranti e un operatore, di cui due ricoverati al reparto malattie infettive dell’ospedale Annunziata di Cosenza; ad Amantea di 25 migranti e un operatore".
Rafforzamento della vigilanza. Tutti, riferisce la Prefettura, sono in isolamento all’interno dei rispettivi Cas, separati dagli altri ospiti, e attentamente sorvegliati. Il Comitato, dopo avere preso atto "del ricorso, da parte dei centri, a personale degli istituti di vigilanza privata nonché dell’implementazione delle misure e dei presidi di contenimento della diffusione del virus covid 19 nei confronti di tutti gli ospiti, in un’ottica di rafforzamento della vigilanza" ha deciso l’impiego di unità delle forze dell’ordine e delle Forze armate.
