La coltellata inferta dal nigeriano a Maurizio Gugliotta gli ha reciso la giugulare. L'uomo si era trasferito nel capoluogo piemontese da alcuni anni insieme alla moglie

Aveva origini vibonesi Maurizio Gugliotta, il cinquantaduenne accoltellato a morte nel mercato di libero scambio "Barattolo" di via Carcano a Torino, da un nigeriano di 27 anni, Kalhid Be Greata, intorno alle 7.30 di ieri mattina. La vittima, deceduta per via della recisione della giugulare, era originaria di Francavilla Angitola e da anni si era trasferito in Piemonte, per l'esattezza a Settimo Torinese, dove lavorava insieme alla moglie, originaria di Filadelfia.

A raccontare la follia omicida dell'extracomunitario è stato nella giornata di ieri l'amico di Gugliotta, aggredito anch'egli dallo straniero e rimasto solo miracolosamente illeso. "E' stata una questione di secondi - ha detto quest'ultimo - Una breve discussione". Probabilmente Gugliotta voleva passare dove il nigeriano ha posizionato poi la propria merce. E lui "lo ha sgozzato - ha rivelato quest'ultimo. Io sono stato salvato dalla mia giacca". Non si esclude neppure che il nigeriano non avesse neanche il permesso di vendere. "Noi abbiamo una mappa con i posti assegnati - ha riferito l'amico di Gugliotta - Lui non lo abbiamo mai visto. Non era tra i venditori registrati".

Intanto ieri il diritto di occupare pochi metri di una strada pubblica sono valsi il prezzo di una vita umana in quell'area della città che da anni viene ritenuta "terra di nessuno". (t.f.)