Vibo, bocciatura piano riequilibrio, Santoro e Pisani (M5S): "Sfiducia dell'Amministrazione"
La bocciatura del Piano di riequilibrio finanziario da parte della Corte dei Conti è il principale argomento di discussione della politica vibonese. Per il consiglieri comunali del M5S Domenico Santoro e Silvio Pisani "la bocciatura, del tutto prevedibile, è una vera e propria sfiducia dell’Amministrazione in carica".
"Come M5S - spiegano i due consiglieri - avevamo presentato tante interrogazioni per capire quali elementi amministrativi si fossero cambiati per essere creduti dalla Corte dei Conti di Catanzaro, ci avevano risposto di essere in regola. Avevamo annunciato che i milioni di euro di debito, dai loro dichiarati, erano molti di più. Forse perché, per quel poco che capiamo, osservammo i conti analiticamente. Ironicamente, per convincerci dei loro dati, abbiamo chiesto se in cassaforte avessimo qualche quadro di Picasso o Rembrandt da vendere. Non era vero e lo dice la stessa Corte. In particolare la nostra interrogazione sui 'Furbetti dei tributi', mai scovati dal Comune, fa vedere l’impossibilità di rimettere in sesto la riscossione da troppo tempo lasciata alla buona volontà dei cittadini. Quindi assistiamo ad un secondo e drammatico default dell’Ente, Palazzo Luigi Razza sarà di fatto commissariato da una nuova terna che gestirà le attività di bilancio, terna che abbiamo già pagato per diversi anni, evidentemente, senza portare risultati o forse anche loro incapaci pagati".
"Purtroppo - proseguono - per i cittadini onesti, i tributi saranno mantenuti al massimo e i servizi generali erogati saranno inevitabilmente compressi. Non sono bastati neanche i 12 milioni di euro portati dal nostro deputato Riccardo Tucci, e se la storia non inganna, l’amministrazione di centrodestra che governa questo paese da diversi anni è stato un vero e proprio fallimento, alimentato dai cittadini stessi che, purtroppo, continuano a dargli fiducia. È proprio vero, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
A questo punto è inevitabile cambiare, innovare e persino rivoluzionare i sistemi amministrativi fin qui utilizzati: riuscirà questa Amministrazione in carica in questo compito quando fino a qui ha fallito?".
