Anche la società della squadra di calcio di Briatico indicata come riconducibile agli Accorinti. Il clan detterebbe da anni "legge" nel comune del Vibonese

[banner no]

di GIUSEPPE BAGLIVO

Sono molteplici le contestazioni e le accuse mosse dagli inquirenti con l'inchiesta "Costa Pulita". Il grosso dell'inchiesta si concentra però su Briatico dove il clan Accorinti avrebbe da anni dettato "legge" ingerendosi in tutti gli affari e nella vita politica, imprenditoriale e della società civile briaticese. Uno spaccato inquietante che chiama direttamente in causa la politica vibonese e chi fra loro avrebbe dovuto accorgersi di situazioni a dir poco opache e già al centro di ben due scioglimento degli organi elettivi del Comune per infiltrazioni mafiose.

Andrea Niglia

I singoli capi di imputazione e le accuse. Concorso in 416 bis (associazione mafiosa) l'accusa nei confronti di Andrea Niglia, attuale presidente della Provincia di Vibo e attuale sindaco di Briatico. A Niglia, quale sindaco di Briatico dal 2005 al 2010 viene contestato di essersi attivato come primo cittadino e vertice della precedente amministrazione comunale (quella dal 2005 al 2010) per favorire il clan Accorinti concorrendo unitamente agli indagati Saverio Sergio, Nino Accorinti e Pino Bonavita per porre in essere "condotte fraudolente tese a salvaguardare l'attività del villaggio Green Garden costituenti una delle principali fonti di guadagno della cosca". Il villaggio "Green Garden" viene infatti ritenuto dagli inquirenti fra i beni da sempre gestiti - in via diretta o indiretta - dagli Accorinti-Bonavita.

Francesco Prestia

Le accuse all'ex sindaco di Briatico Prestia. Stessa accusa (concorso in 416 bis) viene mossa all'ex sindaco di Briatico Francesco Prestia, eletto nel 2012 e la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiosa nel gennaio 2012. Secondo l'accusa, l'ex sindaco sarebbe stato eletto anche grazie al procacciamento dei voti da parte del clan Accorinti. In cambio, il sindaco Prestia avrebbe promesso condotte procedimentali amministrative e materiali in favore del clan, promesse concretizzatesi con diverse condotte.

Comune Briatico

Le accuse nei confronti degli altri ex amministratori di Briatico. Concorso in 416 bis (associazione mafiosa) pure per l'ex assessore comunale di Briatico ai Lavori pubblici Domenico Marzano (che è anche avvocato) poichè ad avviso della Dda avrebbe fatto da autista ad Antonino Accorinti che all'epoca era sorvegliato speciale e proprio per questo privo di patente di guida; avrebbe messo a disposizione del clan il suo albergo di Briatico denominato "Palazzo Marzano" affinchè "i membri del clan realizzassero riunioni non solo aventi ad oggetto l'assetto della cosca ma anche decisioni di carattere politico-amministrativo riguardanti il Comune di Briatico"; avrebbe sollecitato "su richiesta di Antonino Accorinti varie imprese affinchè inviassero mezzi di movimento terra - in occasione delle alluvioni che hanno interessato la zona marina di Briatico nel 2010 e nel 2011 - nelle strutture nella disponibilità della cosca Accorinti e segnatamente nel complesso turistico Green Garden e nel lido balneare Green Beach". Anche a Domenico Marzano viene contestato di essere stato eletto anche grazie ai voti del clan Accorinti promettendo in cambio condotte amministrative atte a favorire la cosca.

Il concorso in 416 bis nei confronti di Sergio Bagnato fa invece riferimento alla contestazione di aver riferito negli anni ai vertice del clan Accorinti "le vicende dell'amministrazione comunale, ricevendo dal capo 'ndrangheta Nino Accorinti pareri e ordini, divenendo il riferimento per la cosca per una nuova lista elettorale da presentare alle elezioni successive al commissariamento dell'ente per le elezioni del Comune di Briatico per l'anno 2010". Sergio Bagnato è poi accusato di essersi attivato nei confronti di Nino Accorinti per uno stanziamento della regione Calabria per i Comuni della fascia costiera, ammontante a 700 mila euro circa, per la posa di frangiflutti contro le mareggiate. Di parte del finanziamento, circa 200 mila euro, ad avviso della Dda, sarebbe stato concordata fra Sergio Bagnato e Nino Accorinti la destinazione per il miglioramento del molo, così "da creare un porticciolo che sarebbe stato utile alla cosca Accorinti per l'attracco della motonave denominata Etica della società Briatico-Eolie, società strumento della cosca per realizzare profitti illeciti". Infine, Sergio Bagnato è accusato di essersi attivato per l'assegnazione del campo sportivo comunale alla squadra di calcio "A.S. D. Briaticese" riconducibile alla famiglia Accorinti". 

Ndrangheta, operazione “Costa Pulita”: le foto dei 23 arrestati (FOTO)

‘Ndrangheta: operazione “Costa pulita”, ecco l’elenco completo ed i nomi di tutti gli indagati (LEGGI QUI)

‘Ndrangheta: operazione “Costa pulita”, 23 arresti, terremoto a Vibo (NOMI)

‘Ndrangheta, operazione “Costa pulita”: le ingerenze del clan nelle processioni

‘Ndrangheta: operazione “Costa pulita”, ecco l’elenco di tutti i beni sequestrati (LEGGI QUI)