Calabria, «una famiglia distrutta dalla sanità»: i figli chiedono verità (NOMI)
Dal ginocchio al decesso, l'incubo di una 65enne iniziato con un'infiltrazione di routine. «Vogliamo risposte per nostra madre e per papà, morto di dolore dopo di lei»
Una catena di presunti errori, una mediazione fallita e una famiglia letteralmente rasa al suolo nel giro di pochi mesi. La vicenda di Anna Rita Biasi, la 65enne di Castrolibero deceduta il 22 dicembre 2024 all’ospedale "Annunziata", approderà il prossimo luglio davanti ai giudici del Tribunale di Cosenza. Una battaglia legale necessaria, spiegano i figli Bruno e Francesco De Filippis, per placare quel senso di ingiustizia che brucia più del lutto.
Anna Rita era una donna sana, piena di energia. Il suo calvario è iniziato dove avrebbe dovuto trovare sollievo: nello studio di un ortopedico per una banale infiltrazione al ginocchio. Quella pratica di routine, secondo la denuncia dei familiari, si è trasformata in una grave infezione non diagnosticata tempestivamente.
Da quel momento è iniziato un "effetto domino" tragico: il trasferimento d'urgenza all'ospedale di Cosenza, i ritardi negli interventi, una gestione dei protocolli definita "disastrosa" e, infine, il decesso. Una tragedia che ha colpito due volte: poco dopo la scomparsa della donna, è morto anche il marito Mariano, che Anna Rita accudiva come caregiver e che non ha retto al dolore per la perdita della compagna di una vita.
«In pochi mesi la nostra famiglia è stata smantellata», racconta Bruno De Filippis con amarezza. Assistiti dallo studio milanese Unistudio&Gambino, specializzato in responsabilità medica, i fratelli hanno cercato per mesi un dialogo con la struttura sanitaria. «Abbiamo tentato la strada della mediazione per evitare le aule di giustizia, ma il nostro appello è rimasto inascoltato. Ora chiediamo che si faccia luce su ogni anello di questa catena di omissioni».
L'obiettivo dei figli non è solo la condanna dei responsabili, ma un monito per l'intero sistema regionale: «La nostra battaglia è per tutti gli utenti della sanità calabrese. Chiediamo controlli veri sui protocolli e sicurezza reale per i pazienti. Non vogliamo accettare che le negligenze di pochi costringano i calabresi ai viaggi della speranza verso il Nord».
L'appuntamento è fissato per luglio, quando si terrà la prima udienza. Sul banco degli imputati, simbolicamente, finirà una gestione sanitaria finita sotto la lente per la mancanza di coordinamento tra reparti e la gestione dei tempi di intervento. Per Anna Rita non c’è più tempo, ma per la verità la partita è appena iniziata.
