“L'attenzione, la cura, la preghiera con i malati e con chi li assiste è una esperienza forte e grande di umanità, che va coltivata a qualsiasi costo”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea nel corso della celebrazione del Giubileo dei malati che si è svolto domenica scorsa nella cattedrale di Mileto.

Tutelare la dignità della vita. Il pastore ha, quindi, aggiunto che “la società non è più civile se ottiene il riconoscimento di certi diritti individuali, come viene sbandierato da qualcuno in questi giorni, ma se si impegna e lotta per tutelare la dignità della vita facendo ogni sforzo a favore della salute e dei precari della salute”.

Situazione penosa. Prendendo spunto poi dalle parole Papa Francesco, che nei giorni scorsi ha denunciato con fermezza la poca attenzione e l'esclusione dei poveri dell'Africa dai servizi essenziali per la salute. “Il problema, purtroppo – ha fatto notare Renzo - non è solo dell'Africa. Non so cosa Papa Francesco aggiungerebbe davanti alla situazione penosa delle politiche sociali e della sanità della nostra Calabria. E mi fermo qui per non provocare qualche polemica, ma la realtà è nota a tutti”.
Nel corso della celebrazione il direttore dell’ufficio diocesano della salute don Rocco Suppa ha rivolto il suo saluto al vescovo e “a quanti vivono situazioni di sofferenza” nonché ai volontari che si dedicano ai fratelli crocifissi dalla malattia, missione spesso svolta nel nascondimento, ma sempre sotto gli occhi misericordiosi di Cristo”. Alla celebrazione hanno partecipato numerose organizzazioni di volontariato, tra cui la Croce Rossa, l’Unitalsi, la Protezione civile, l’Alvus e l’Avo.