Insorgono i territori contro la riorganizzazione varata dal commissario alla Sanità calabrese. In protesta pure i sindaci dell'alto tirreno cosentino e la città di Lamezia

La decisione è ormai stata assunta. Il commissario Massimo Scura ha definito i termini per la riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese. Tanti i cambiamenti preventivati, su cui i territori, diversi territori, si trovano in disaccordo. Fanno discutere su scala regionale i termini del nuovo assetto sanitario. L'utenza dei presidi ospedalieri calabresi accoglie non troppo favorevolmente le novità annunciate di recente, in particolare la politica dei centri che si considerano penalizzati insorge per questa nuova "virata", attraverso cui la sanità regionale di fatto si sposta verso i centri - politicamente più forti - della Calabria.

Le proteste. Un malcontento generale, quindi, che ha portato questa mattina i primi cittadini dell'alto tirreno cosentino a protestare, dinnanzi alle porte del Municipio di Praia a Mare, contro il decreto della riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese approvato da Scura. I sindaci hanno chiesto a gran voce la riapertura dell'ospedale cittadino, quello di Praia a Mare. Una richiesta, comunque, presentata ufficialmente a chi di dovere, in un documento siglato in forma congiunta dai primi cittadini e inviato al ministero della Salute. I sindaci dell'alto tirreno cosentino hanno inoltre chiesto al commissario di rassegnare le sue dimissioni, annunciano prossime e più incisive proteste.

Il taglio ai reparti. Non sprizza di gioia neppure Lamezia per la riorganizzazione voluta da Scura. Il decreto varato dal commissario, infatti, depotenzia in buona misura anche il sistema assistenziale lametino. Molti reparti dell'ospedale di Lamezia, secondo le intenzioni di Scura, sono destinati a scomparire. Dieci in tutto le unità operative che verranno soppresse, con la contrarietà di un intero territorio. Vane, fin qui, le raccolte firme, le proteste del comitato "Salviamo la sanità lametina" e del Tribunale dei diritti del malato, peraltro condivise dal sindaco Mascaro. Vani pure i consigli comunali e le manifestazioni, che non hanno ancora fatto frenare la riorganizzazione. E se le cose andranno come è previsto che vadano, verranno soppressi Servizio Trasfusionale, Tin, Neonatologia, Dermatologia, Otorinolaringoiatria, Odontoiatria e Stomatologia,
Microbiologia e virologia, Malattie infettive, Malattie endocrine e Nefrologia. Il tutto a fronte del potenziamento di Pediatria (+8 posti letto), Pneumologia (+10 posti letto), Emodialisi (18 posti letto), Neurologia (10 posti letto), Riabilitazione (+38 posti letto). (red4)