La Corte d'Appello di Catanzaro ha emesso il proprio verdetto, nella giornata di ieri, nel processo di secondo grado scaturito dall'operazione "Maqlub", relativa ad alcune estorsioni nei confronti di alcuni imprenditori e commercianti di Nicotera. Inchiesta alla quale aveva dato un significativo contributo Carmine Zappia, proprietario di un'attività, che aveva deciso di spezzare il silenzio ed accusare chi continuava a perseguitarlo. Ebbene, la seconda sezione penale della Corte d'Appello di Catanzaro, ribadendo l'impostazione della Direzione distrettuale antimafia ha condannato Alfonso Cicerone a 7 anni e sei mesi di reclusione, assolvendo Rocco d'Amico che in primo grado era stato condannato a 4 anni ed otto mesi di carcere. Confermate le condanne di primo grado, emesse dal Tribunale di Vibo, per Francesco D'Aloi e Giovanni Iermito. Hanno scelto il rito ordinario altri tre imputati: il boss Antonio Mancuso , Francesco d'Ambrosio e Andrea Campisi.