Allarme cinghiali, Mancuso: "Stanno distruggendo l'agricoltura calabrese"
“Il blocco dell’utilizzo dei selettori e la diminuzione di presenze umane lungo i territori rurali ed agricoli, durante la fase di lockdown, ha generato una crescita esponenziale dei cinghiali sui territori calabresi". A lanciare l'allarme è il consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso, che spiega: "La densità di popolazione dei cinghiali è aumentata in maniera preoccupante e soprattutto gli stessi si stanno oramai, in modo pericoloso, stanziando sempre più nelle zone costiere e nelle vicinanze delle fasce urbane; così come le specie antagoniste, quali i lupi, nel seguire le orde di cinghiali finiscono, anch’essi ad avvicinarsi pericolosamente agli insediamenti abitati ed alle aziende".
Misure per far diventare questa "piaga" una risorsa. "I danni provocati al settore agricolo - prosegue il consigliere regionale - sono e saranno in questo 2020 di difficile stima, visto il numero importante di esemplari, certamente superiori a quelli degli anni precedenti. Urgono misure di contenimento efficaci e risolutive,che creino anche opportunità nel far sì che una piaga come quella odierna possa divenire una risorsa".
Puntare sulla caccia. "Far ripartire in tempi brevi la caccia di selezione - propone Mancuso - allungare almeno al 21 di marzo sul nuovo calendario venatorio la possibilità per le squadre di poter cacciare il cinghiale, prevedere nel prossimo PSR la possibilità di poter finanziare dei punti igiene muniti di celle frigorifere che consentano da una parte ai cacciatori e selettori di poter lavorare la carne in ambienti idonei muniti dei dovuti accorgimenti sanitari e dall’altra i controllori del servizio veterinario di poter usufruire di detti centri di raccolta per effettuare i dovuti controlli in maniera più efficace ed organizzata”.
Emergenza che mette in ginocchio l'agricoltura. "In questo modo si potrebbe dare la possibilità della nascita di un piano carni controllato e garantito al quale si affiancherebbe sia il consumo diretto domestico delle squadre di caccia, sia l’opportunità di commercializzare la stessa presso macellerie e strutture agrituristiche e di ristorazione in genere, facendo sì che ciò che oggi è sempre più un problema diventi una risorsa ed una attrazione culinaria anche sull’offerta turistica, nel pieno rispetto delle misure sanitarie ed in assoluta sicurezza per come avviene in molte altre Regioni d’Italia". "Conosciamo - conclude Mancuso - l’impegno che l’assessore Gallo ha rispetto al problema, sappiamo che si è già attivato, gli chiediamo ancora maggiore attenzione al fine di produrre, se possibile, nuove norme al fine di combattere questa emergenza che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura calabrese”.
