'Ndrangheta: sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Tropea
La decisione sugli organi elettivi del Comune del Vibonese, e principale località turistica della Calabria, è stata presa dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero dell'Interno
Il Consiglio dei Ministri ha deciso nel pomeriggio lo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Tropea, rinnovati nel maggio del 2014 con la vittoria a sindaco di Giuseppe Rodolico. La Commissione di accesso agli atti era stata insediata il 23 ottobre scorso dalla Prefettura di Vibo Valentia ed era stata poi prorogata nel gennaio scorso per ulteriori tre mesi.

Al termine dei lavori, la Commissione di accesso ha quindi consegnato una corposa relazione al nuovo prefetto di Vibo, Carmelo Casabona, il quale - dopo consultazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato dal procuratore della Repubblica e dal procuratore della Dda - ha a sua volta chiesto al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, di proporre al Consiglio dei ministri lo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Tropea. Il decreto di scioglimento verrà ora firmato dal Presidente della Repubblica. La Commissione di accesso agli atti era composta dal viceprefetto di Vibo, Lucia Iannuzzi, dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Tropea, Francesco Manzone, e dal capitano Giovanni Torino della Guardia di Finanza.

I candidati alle elezioni. Già all'indomani della presentazione delle liste elettorali erano finiti sotto la "lente d'ingrandimento" della Prefettura di Vibo alcuni candidati delle liste contrapposte denominate “Tropea Futura” e “Forza Tropea”. Candidati citati nelle inchieste antimafia denominate “Black money” e “Peter Pan” contro i clan Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea. Ma alla base dello scioglimento ci sarebbero anche diverse vicende legate all'apparato burocratico del Comune. All’attenzione della Prefettura e della Commissione di accesso agli atti sono finiti pure contratti, forniture, gestione del porto, piano strutturale comunale e diversi appalti, nonché frequentazioni e parentele di alcuni componenti del Consiglio comunale e della giunta con soggetti noti alle forze dell’ordine.
Commissariamento del Comune. L'Ente verrà ora retto da una commissione straordinaria per un periodo che andrà dai 12 ai 18 mesi prorogabili fino a 24. La commissione sarà composta da: tre membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza e svolgerà le funzioni proprie del sindaco, della giunta comunale e del Consiglio comunale.
Per ripercorrere le fasi che hanno preceduto la decisione leggi qui --->
