Nuovi sviluppi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di tre persone con l'accusa di aver distrutto alcuni cadaveri sepolti nel cimitero di Tropea. Dagli atti della Procura di Vibo Valentia e della Guardia di Finanza, richiamati dal Gip nella misura cautelare, si evince infatti che un avvocato di Tropea, che non ha più ritrovato i resti del nonno, ha denunciato agli inquirenti di essere andato per ben due volte dal sindaco di Tropea, Giovanni Macrì (che non è indagato), segnalando direttamente al primo cittadino l'accaduto. Il sindaco - stando alla denuncia dell'avvocato alla Finanza - in un primo momento (nel novembre 2019) avrebbe risposto che si sarebbe impegnato, mentre successivamente (tra settembre e ottobre del 2020) avrebbe riferito di non aver potuto fare nulla.

Il sindaco Macrì ha sostenuto di non averne mai saputo nulla, pur sentendosi "profondamente colpevole" per non essersene accorto. Gli inquirenti sono quindi impegnati a capire perchè le segnalazioni dell'avvocato siano rimaste inascoltate.