Occhiuto nel mirino della Procura di Roma, chiesto il processo. Il sindaco: "Non ho commesso alcun reato"
Ancora grane giudiziarie in vista per Mario Occhiuto. La Procura di Roma ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Cosenza nell'ambito di un'inchiesta condotta dal pm Galanti e dall'aggiunto Ielo su una presunta associazione a delinquere creata dell'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini con la collaborazione della compagna Martina Hauser, già assessore al Comune di Cosenza.
Le accuse. "Mario Occhiuto - scrivono i pm romani - attuale sindaco di Cosenza, architetto che, grazie a società a lui riconducibili, ha sviluppato numerosi progetti nella Repubblica Popolare Cinese finanziati e/o cofinanziati con fondi provenienti dal Ministero dell'Ambiente italiano e, nello specifico, dalla direzione generale già retta da Corrado Clini. Ha nominato Martina Hauser assessore all'Ambiente del Comune di Cosenza, ed è strettamente legato, anche da rapporti di affari con Massimo Martinelli". Quest'ultimo - secondo l'accusa - sarebbe un punto di riferimento per i progetti realizzati o da realizzare in Cina.
A poco più di un anno dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura di Roma ha quindi richiesto il processo Occhiuto e per altre cinque persone, ritenute “tra loro associate": Corrado Clini in qualità di promotore ed organizzatore e gli altri "in qualità di compartecipi, al fine di commettere una serie indeterminata di reati tra i quali numerosi fatti di corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, peculato, con precisa suddivisione in ruoli”
La difesa di Occhiuto. In merito a quest'inchiesta, Mario Occhiuto, attraverso il suo ufficio stampa, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono sicuro in coscienza di non aver commesso alcun reato che mi viene contestato. Siamo ancora in una fase procedimentale – precisa Occhiuto – nella quale gli elementi istruttori non sono valutati con il rigore della certezza, ma sono convinto che nelle successive fasi processuali sarà riconosciuta la mia estraneità ad ogni ipotesi accusatoria”.
