La Corte d'Appello di Catanzaro ha ripreso il processo scaturito dalle inchieste "Multopoli" e "Catanzaropoli", che vedono coinvolti ex esponenti politici, vigili urbani e un maresciallo dei Carabinieri, accusati a vario titolo di presunti abusi nella gestione amministrativa del Comune e nell'annullamento illegittimo di multe.
​Nel corso dell'ultima udienza, il Sostituto Procuratore ha depositato le sue richieste per sette imputati, tracciando un quadro che prevede conferme, revisioni e diversi proscioglimenti per decorrenza dei termini.
​Le Richieste della Procura Generale
​Il PG ha chiesto di confermare la condanna a un anno di reclusione (con pena sospesa) per il maresciallo dell’Arma Antimo Paternuostro, come stabilito in primo grado nel 2022, di riformare la pena per il vigile urbano Salvatore Tarantino, chiedendo 2 anni di reclusione al posto dei 3 anni inflitti dal Tribunale, invocando contestualmente il non luogo a procedere per prescrizione su due capi d'imputazione. E ancora: di dichiarare il non luogo a procedere per prescrizione nei confronti dell’ex comandante dei vigili urbani Antonio Giuseppe Salerno (condannato a 8 mesi in primo grado) e dell’allora consigliere comunale Domenico Tallini (condannato a 1 anno e 6 mesi in primo grado). Di ​dichiarare il non luogo a procedere per morte del reo per il vigile Luigi Veraldi. Inoltre, chiesto di confermare le assoluzioni di primo grado per il vigile urbano Rocco Cristallo e per l’ex assessore al personale Massimo Lomonaco, chiedendo che il ricorso proposto dalla Procura contro le loro assoluzioni venga dichiarato inammissibile per carenza di motivi.
​Un punto cruciale sollevato dal PG ha riguardato il ricorso che la Procura aveva presentato in Cassazione contro la decisione del Tribunale collegiale di Catanzaro di dichiarare inutilizzabile una parte significativa del materiale intercettivo, elemento chiave dell’accusa. Secondo il Sostituto Procuratore Generale, anche questo ricorso proposto dall’accusa risulterebbe inammissibile.
​Il fascicolo d’inchiesta originale sosteneva che esponenti politici e ufficiali della polizia municipale avrebbero concesso favori – in particolare l’annullamento di multe – per acquisire consenso elettorale e prestigio politico, abusando delle loro funzioni.
​L’udienza è stata aggiornata dalla Corte d’Appello (Presidente Antonio Battaglia) al prossimo 12 gennaio, data in cui è previsto l'inizio delle arringhe difensive degli avvocati.