Immigrato assassinato a San Calogero, l’ombra del caporalato dietro l’omicidio
Potrebbe esserci l’ombra del caporalato dietro l’uccisione di Sacko Soumaila, ventinovenne maliano, morto sabato sera in tragiche e poco chiare circostanze, mentre insieme ad altri due suoi connazionali, Madiheri Drame e Madoufoune Fofana, si trovava all’interno dell’ex Fornace, una fabbrica abbandonata nella zona di San Calogero, nel Vibonese. Probabilmente il giovane era alla ricerca materiale da utilizzare nella tendopoli di San Ferdinando, dove vivevano.
La testimonianza. “Stavamo raccogliendo delle lamiere quando si è fermata una Fiat Panda bianca vecchio modello ed è sceso un uomo con un fucile che ci ha sparato contro 4 volte”. E’ il racconto di quanto accaduto ieri in località “ex Fornace” di San Calogero (Vibo Valentia) fatto da uno dei giovani maliani rimasti feriti, Drane Maoiheri, di 39 anni. L’uomo è rimasto ferito di striscio ad una gamba ed stamani è già tornato alla baraccopoli di San Ferdinando dove vive con l’altro ferito.
Sciopero dei braccianti agricoli. L’Unione sindacale di base, per protestare contro la sparatori che ha causato il ferimento di altri due migranti del Mali, ha indetto per domani, lunedi’ 4 giugno, una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. “Sacko Soumaila è morto – scrive Bruno Costa segretario generale Flai Cgil Calabria – ma non per una tragica fatalità, un incidente, ma perché qualcuno, appostato a lunga distanza, ha deciso di porre fine alla sua vita sparando con un fucile. Un gesto estremo, in sprezzo alla vita umana. Una aggressione vile e piena di odio. Un fatto che nella sua ferocia, colpisce nel mentre in questo Paese un vento gelido di revanscismo e sciovinismo nervoso – che qualcuno pericolosamente alimenta – sta eccitando le coscienze poco critiche di quanti ignorano le pene, le difficoltà, lo sfruttamento, le condizioni di vita e di lavoro che i cosiddetti migranti devono sopportare, per assicurarsi una esistenza dignitosa lontano da guerre, fame e malattie. Come sindacato della Flai-Cgil Calabria, ci battiamo da sempre in difesa dei loro diritti, prima di tutto diritti di esseri umani, denunciando le condizioni a cui questi uomini e donne sono costretti. E nonostante importanti risultati legislativi si siano ottenuti, quanto accaduto ci dimostra in maniera incontrovertibile che siamo troppo lontani da una vera opera di accoglienza e integrazione. La scorsa notte è accaduto qualcosa di sconcertante, che non può farci voltare lo sguardo ed ignorarlo”.
