Amministrazione di Vibo sotto attacco, Barbuto: "E' incapace di programmare"
"Un’amministrazione si valuta anche dalla capacità di programmare eventuali urgenze ed interferenze sulla gestione del territorio. Questo implicherebbe coscienza e conoscenza dei diversi luoghi che contraddistinguono le peculiarità di ogni città, le criticità e le conseguenziali possibili soluzioni. Un piano della mobilità, garantirebbe un utilizzo più consono delle vie di comunicazione, che in taluni casi provocano importanti cortocircuiti nelle movimentazioni dei mezzi, spesso portando residenti delle zone staccate da percorsi quasi obbligati, a doversi muovere, zigzagando. Un noto architetto dei primi del Novecento sosteneva che le strade dovessero essere il più fruibili possibile, altrimenti ci saremmo ridotti a dover percorrere i sentieri tortuosi come fanno gli asini. Ci sono aspetti logistici che impongono delle scelte politiche oculate, che dovrebbero spingere l’Amministrazione di Vibo ad accelerare la risoluzione di problematiche divenute insostenibili". E' quanto sostiene in una nota da Sergio Barbuto ("Liberamente Progressisti" Vibo Valentia).
Il riferimento di Barbuto è "all’ormai nota vicenda legata al rifacimento di parte del tracciato di accesso lato Vibo, alla frazione Longobardi, area oramai rassegnata al dover convivere con una situazione di disagio continuo, dovuto alle perpetrate chiusure ed aperture di quel tratto stradale. Se poi si considera che la nuova chiusura, come segnalato e sottolineato dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, sia stata attuata nel periodo peggiore dell’anno, con l’estate alle porte, e con una previsione di flussi di veicoli importante, si capisce come l’incapacità a gestire situazioni non improvvise imperversi indisturbata.
Si aggiunge a questo tratto anche la situazione tragicomica dell’altra frazione di San Pietro, isolata dal contesto urbanizzato con la via di accesso principale alla stessa, chiusa oramai da illo tempore. L’utilizzo di strade alternative, nel momento in cui si programmano interventi di manutenzione che siano ordinarie o straordinarie, è alla base di ogni concetto urbanistico che si rispetti. La città - conclude- dovrebbe offrire ai nostri occhi spettacoli che ci facciano gioire, che ispirino orgoglio, fierezza, invece provoca indifferenza e senso di disagio".
