Comune di Ricadi, nessun reato: Tribunale di Vibo assolve l'ex giunta Laria
Portano ad assoluzioni con formula piena, ad opera del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, le dichiarazioni del segretario comunale Caterina Capria
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di GIUSEPPE BAGLIVO
Il Tribunale di Vibo Valentia (presidente Lorenzo Barracco, a latere i giudici Graziamaria Monaco ed Anna Moricca) ha assolto Domenico Laria (cl. '44), già sindaco di Ricadi; e gli ex assessori comunali Francesco Melidoni (cl. '61), Francesco Taccone (cl. '71), Antonino Caracciolo (cl. '57), Domenico Lo Cane (cl. '69), e l'ex responsabile del servizio del Comune Giovanni Loiacono (cl. '56, tutti difesi dagli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D'Agostino.
Gli imputati sono stati assolti da tutti i reati contestati con la formula "il fatto non costituisce reato", mentre per il reato di falso contestato al solo Laria con la formula "il fatto non sussiste", accogliendo in ciò le tesi difensive.
Il pm Concettina Iannazzo aveva chiesto la condanna ad anni 2 e mesi 4 per Laria e ad un anno di reclusione ciascuno per gli altri imputati.
Il procedimento penale si fondava sulle dichiarazioni rese dalla dottoressa Caterina Capria, all'epoca segretario comunale al Comune di Ricadi. Dichiarazioni che, alla luce della formula assolutoria utilizzata dal Tribunale, non hanno per nulla retto al vaglio dei giudici ed hanno portato all'assoluzione di tutti gli imputati.
In particolare, l'ex sindaco di Ricadi, Domenico Laria, era accusato di concorso in abuso d'ufficio per aver conferito a se stesso la responsabilità della posizione organizzativa in ordine a tutti i servizi inerenti il servizio di polizia municipale con effetto dal luglio 2009 e poi dell'area finanziaria per il periodo dal 20 luglio al 31 dicembre 2009 a Gennaro Petracca "creando di fatto un duplicato di tale figura nella struttuura organizzativa del Comune di Ricadi già individuato nella dottoressa Mirella de Vita con decreto del luglio 2009 mai revocato". Atti ritenuti dalla Procura illegittimi in quanto avrebbero provocato "intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale (compensi ed emolumenti economici) ai soggetti assunti a tempo determinato tra i quali Caracciolo Domenico, Morabito Paolo, Natoli Michele, Iannello Salvatore (cl. '82) e Iannello Salvatore (cl. '77).
Il reato di falso a carico dell'ex sindaco Laria si riferiva alla data dell'1 luglio apposta sul decreto.
Melidoni, Lo Cane, Caracciolo e Taccone erano invece accusati di abuso d'ufficio in qualità di assessori della giunta comunale per l'approvazione di una delibera dell'1 luglio 2009 con la quale sarebbe stata, secondo l'accusa poi caduta, prorogata indebitamente una "graduatoria approvata in data 8 luglio 2008 al solo fine di procedere all'assunzione a tempo determinato di agenti ausiliari di polizia municipale mediante scorrimento di graduatoria valida sino alle ore 24 del 7 luglio 2009". In tal modo, sempre ad avviso della Procura, sarebbe stato "intenzionalmente provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale (compensi ed emolumenti economici) ai soggetti assunti a tempo determinato tra i quali Caracciolo Domenico, Morabito Paolo, Natoli Michele, Iannello Salvatore (cl. '82)".
Infine, Giovanni Loiacono era chiamato a rispondere di abuso d'ufficio, in qualità di responsabile di servizio del Comune di Ricadi, per l'approvazione di una serie di atti amministrativi aventi ad oggetto l'avviamento al servizio degli aspiranti ausiliari di polizia municipale.
Tutti gli imputati, dopo le discussioni degli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D'Agostino, sono stati assolti con formula ampia dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia.

Il procedimento penale, istruito inizialmente dal pm Michele Sirgiovanni, traeva origine dalle dichiarazioni di Caterina Capria, all'epoca dei fatti segretario comunale al Comune di Ricadi. Dichiarazioni, quelle della Capria, per il Tribunale non idonee a fondare alcuna responsabilità penale in capo agli imputati che sono stati pertanto tutti assolti con formula ampia.
