Durante il processo "Maestrale-Carthago" in corso a Lamezia, il collaboratore di giustizia Giuseppe Comito ha rivelato dettagli sugli affari illeciti del clan Accorinti di Briatico, coinvolto nel business delle crociere e nel controllo dei villaggi turistici. Comito ha descritto i legami tra Pantaleone Mancuso, noto come "Scarpuni", e Nino Accorinti, capo del clan, spiegando che si spartivano i proventi illeciti. Accorinti gestiva diverse strutture turistiche a Briatico e Pizzo.
Il pentito ha anche parlato di un "gruppo di fuoco" che includeva Salvatore Muggeri, Saverio Prostamo e Armando Bonavita, coinvolto in tentati omicidi e danneggiamenti. Comito ha descritto Bonavita come socio di Accorinti nella gestione di un lido e un hotel a Briatico, oltre che nella proprietà della motonave "Imperatrice", aggiungendo che partecipava anche a operazioni criminali, come il danneggiamento di una villa appartenente a un imprenditore che non aveva rispettato il controllo del clan. Comito ha ricordato anche altri episodi, come le tensioni interne al clan, l'imposizione di personale nei villaggi turistici e le estorsioni a Pizzo, che coinvolgevano i fratelli Stillitani. Ha affermato che chi si opponeva al clan rischiava attentati o, addirittura, di essere eliminato.