L'inchiesta è nata dopo un'ispezione compiuta dai carabinieri del Nas al Pugliese-Ciaccio e all'azienda ospedaliera Mater Domini nel 2015

di MIMMO FAMULARO
     GABRIELLA PASSARIELLO

Farmaci scaduti, ma ugualmente somministrati ai pazienti dei reparti di Chirurgia pediatrica, Chirurgia generale, Urologia del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e la Chirurgia vascolare ed Endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera Mater Domini. Con l'accusa di delitto corposo contro la salute pubblica e di somministrazione di farmaci scaduti, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Paolo Petrolo, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio a carico di otto infermieri. Si tratta di Vittoria Tolomeo, Caterina Martelli, Lucia Avati, Rosanna Santoro, Maria Fava, Rosario Pugliese, Anna Romano e Anna Maria Candito.

Le accuse. Secondo le ipotesi accusatorie “per colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia” i camici bianchi avrebbero omesso il controllo sulle scorte dei farmaci somministrando medicinali scaduti. Spetterà adesso ai legali difensori rappresentati dagli avvocati Sabrina Rondinelli, Nunzio Raimondi, Massimo Gimigliano, Fabrizio Costarella e Nicola Cantafora smontare le ipotesi accusatorie davanti al Tribunale monocratico nell'udienza fissata per il prossimo 10 maggio.

L'origini dell'inchiesta. Tutto è nato nel 2015 dopo un'ispezione compiuta dai carabinieri del Nas all'ospedale Pugliese-Ciaccio e all'azienda ospedaliera Mater Domini del capoluogo calabrese