Maxi versamento annullato ad un professionista del Vibonese (NOME)
Cancellata l’intimazione di pagamento emessa dall’Ufficio di Vibo Valentia, con richiamo al rispetto del giudicato e delle garanzie costituzionali del contribuente

Nuovo annullamento giudiziario per una pretesa fiscale milionaria nei confronti del commercialista Domenico Fraone. Con la sentenza n. 3107/2025, la Corte di Giustizia tributaria di secondo grado della Calabria ha annullato l’intimazione di pagamento da 1.430.183,59 euro emessa dall’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia in relazione all’anno d’imposta 2012.
L’intimazione, notificata il 13 aprile 2023, comprendeva una cartella di pagamento da 4.650,39 euro e un avviso di accertamento da 1.425.264,15 euro. La cartella era già stata annullata in primo grado, mentre l’avviso di accertamento – secondo la difesa – risultava in “palese e insanabile contrasto con una sentenza irrevocabile avente efficacia di giudicato che per lo stesso anno d’imposta aveva riconosciuto un rimborso Irpef”.
«Appare del tutto irragionevole – si legge nella nota – che l’Ufficio di Vibo Valentia, debitore nei confronti del contribuente di una somma di 54.189 euro in forza di una sentenza definitiva, abbia preteso oltre 1,4 milioni di euro per il medesimo anno d’imposta e sulla base degli stessi dati contabili, tentando di eludere un giudicato».
L’avviso di accertamento era stato emesso dal direttore pro tempore dell’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia, successivamente rimosso dall’incarico in esecuzione di una sentenza del Tar del Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, che aveva annullato la procedura concorsuale da cui derivava la nomina.
Nel comunicato si sottolinea come, nonostante le reiterate richieste di annullamento in autotutela, l’Agenzia delle Entrate abbia proceduto all’iscrizione a ruolo delle somme e all’avvio di azioni esecutive, arrivando a denunciare Fraone per fatti legati all’esercizio del diritto di difesa. Da tale denuncia era scaturito un sequestro poi annullato dalla Corte di Cassazione.
«La denuncia presentata nei confronti del Rag. Fraone Domenico – si afferma – rappresenta un tentativo di impedire il libero esercizio del diritto di difesa, che l’articolo 24 della Costituzione sancisce come inviolabile in ogni stato e grado del procedimento».
Con la sentenza n. 3107/2025, la Corte di Giustizia tributaria della Calabria ha dunque annullato integralmente l’intimazione di pagamento, «riconoscendo ancora una volta le ragioni del contribuente», difeso dall’avvocato Francesco Matteo Bagnato del Foro di Vibo Valentia.
