"Il Commissario regionale Graziano unitamente ai maggiori referenti politici regionali non hanno fatto altro che applicare la linea tracciata dalla gran parte del territorio e dagli attori istituzionali del Partito Democratico, (così come si evince dal documento pubblicato giorni addietro)che consiste nel proporre con forza un rinnovamento reale nelle scelte, nei metodi e nei volti della nomenclatura regionale del Pd". Lo scrive in una nota il segretario provinciale del partito vibonese Enzo Insardà.

"In questo senso -spiega Insardà - deve essere letta la scelta di ragionare oltre Oliverio, scelta che non è dettata da una valutazione personale o da una valutazione di merito sulla sua legislatura, ma dalla necessità di superare un clima politico negativo creatosi intorno alla "cittadella". Peraltro l'accordo con i 5 stelle non è una scelta irragionevole di Graziano ma la conseguenza di un quadro nazionale che spinge il partito ad allargare l'orizzonte verso nuove prospettive. Del resto in Umbria si è deciso in tal senso, per aprire una fase nuova e di lungo periodo per ricostruire un'area che si accinge a rappresentare la vera alternativa alla destra ed ai populismi. Trincerarsi dietro le accuse al commissario regionale o dietro l'ostinata volontà di impedire un processo di rinnovamento significa non comprendere che la fase delicata che stiamo affrontando spinge a costruire formule nuove e non a conservare vecchie metodologie che rischiano di non essere comprese dagli elettori. Pertanto, e' inutile questo Aventino che porta solo alla rappresentazione di un eremita che ha smarrito i compagni di viaggio. Si rinnova la fiducia al commissario ed al percorso intrapreso".