Tra accordi e trasversalismi, tra inciuci e alleanze impossibili, almeno sulla carta, l'appuntamento delle prossime elezioni provinciali rischia di rappresentare comunque una pagina nuova degli equilibri politici nel Vibonese. Il centrodestra ha da giorni chiuso il proprio accordo sul candidato alla presidenza che ha avuto anche la benedizione di Vibo Unica e non si esclude possa divenire riferimento pure di qualche consigliere del Pd. D'altronde, non bisogna escludere che l'asse tra Luciano e Mangialavori potrebbe godere anche del sostegno silente degli eletti dem (almeno 4 a palazzo Luigi Razza) che fanno riferimento a Vito Pitaro, ormai distante da via Argentaria. Sul fronte opposto, mentre i democratici non dispongono ancora di un candidato alla presidenza, il terzo polo – costruito da De Nisi, Giamborino, Soriano, Lo Schiavo e Bruni – punta a far sentire la propria voce e non disdegna incontri con il governatore Mario Oliverio e con Nicola Adamo.

Da qui a pensare che si possa costruire un'alleanza con il Pd non è facile. Tant'è che volano gli stracci, almeno per il momento. Le dichiarazioni pesanti nei confronti di Mirabello al governatore non sarebbero piaciute, ma in generale ci sono gruppi di potere dentro il partito, a cominciare da quello che fa capo al deputato Antonio Viscomi che non digerisce quello tentativo del presidente della Regione di "allargarsi" su Vibo.