Gli imputati erano accusati a vario titolo di avere sottoscritto una delibera per la liquidazione di spese e competenze ad un avvocato

Si è concluso con una condanna e tre assoluzioni il processo sulle "Parcelle d'oro" incardinato al Tribunale di Cosenza che vedeva imputati l'ex direttore generale dell'azienda ospedaliera Paolo Maria Gangemi (prematuramente scomparso), l'ex direttore sanitario Francesco Maria De Rosa, l'ex direttore amministrativo Marco Aloise, l'avvocato Paolo Siciliano attuale direttore dell'unità complessa servizi legali dell'Azienda e l'ingegnere Amedeo De Marco, attuale dirigente dell'Unità Complessa “Gestione Infrastrutture e Patrimonio”, all'epoca direttore del Dipartimento Area Servizi Amministrativo-Tecnici.

Le contestazioni della Procura. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di avere sottoscritto, nelle loro qualità in seno all'Ao, una delibera per liquidazione spese e competenze in favore dell'avvocato dell'Ente che avrebbe procurato un ingiusto vantaggio a quest'ultimo a scapito dell'azienda.

Le richieste del pm. Dopo una lunga e complessa attività istruttoria il pm Cestone ha chiesto la condanna dei seguenti imputati alla pena di 1 anno e 6 mesi per Siciliano,  1 anno per De Marco, De Rosa e Aloise; assoluzione per la funzionaria Maria Rosaria Minnelli.

La difesa.  E' toccato poi ai difensori: per De Marco l'avvocato Francesco Chiaia e l'avvocato Salvatore Alfano che hanno sostenuto l'estraneità ai fatti dell'ingegnere De Marco. In particolare l'avvocato Chiaia che nel corso del processo ha prodotto atti ed escusso diversi testi è riuscito ad evidenziare che la delibera adottata non è un atto collegiale e che dunque l'unico a rispondere e il direttore generale è così il De Marco non poteva aver espresso valutazioni vincolanti e che soprattuto ha solo validato l'iter procedimentale degli atti sottesi alla delibera in questione non entrando nel merito della stessa completa anche di parere legale prodotto dalla stessa azienda. Ha in più evidenziato la mancanza della intenzionalità del De Marco a violare la normativa relativa alla liquidazione delle parcelle legali. Per De Rosa l'avvocato Ornella Nucci ha evidenziato la nessuna competenza del proprio assistito.
Per Siciliano l'avvocato Alessandra Fiorino ha evidenziato la correttezza dell'agire dello stesso e per la Minnelli l'avvocato Antonio Vanadia si è riportata alla richiesta di assoluzione già avanzata dal pm Cestone. Così per Aloise l'avvocato Nicola Rendace unitamente all'avvocato Federico Jorio ha evidenziato la estraneità del proprio assistito e la nessuna intenzionalità a violate la normativa. Il pm ha replicato dopo le discussioni delle difese ed il Collegio presieduto dal presidente Di Dedda (a latere Pingitore e Ianni) si è ritirato in camera di consiglio.

Il verdetto. E' arrivata così la sentenza: Siciliano condannato ad un anno e sei mesi; assolti con formula ampia De Marco, De Rosa, Aloise e Minnelli.
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