Cartello tra imprenditori e 'ndrangheta, scarcerati Bagalà e Castiglione
Entrambi erano stati arrestati nella maxi inchiesta della Dda di Reggio Calabria denominata “Cumbertazione”
Sono stati scarcerati Francesco Bagalà, 27enne imprenditore di Gioia Tauro, e Gaspare Castiglione, ingegnere di Polistena, arrestati nella maxi inchiesta della Dda di Reggio Calabria denominata “Cumbertazione”. La Corte di Cassazione, nella giornata di ieri, ha accolto il ricorso del legale di Bagalà, l’avvocato Patrizia Surace, annullando l’ordinanza di custodia cautelare e scarcerando il giovane. Nella stessa giornata, la Suprema Corte ha annullato anche nei confronti Castiglione, difeso dall’avvocato Andrea Alvaro.
L'operazione L’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria aveva portato all’arresto circa un anno fa di diversi imprenditori nonché professionisti e dipendenti comunali accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione dedita alla realizzazione di una serie indeterminata di reati di turbata libertà, corruzione, frode nelle pubbliche forniture nonché numerosi delitti fine. Le accuse costituivano l’epilogo di una articolata attività investigativa condotta dal Gruppo Investigazione criminalità organizzata (Gico) dei Nuclei di polizia tributaria di Reggio Calabria e Cosenza, volta a portare alla luce i profili imprenditoriali della criminalità organizzata operante nella Piana di Gioia Tauro e in altri luoghi così come ricostruiti sulla scorta di svariate intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Il cartello tra tecnici e mafia I magistrati della Dda, in particolare, sono giunti a ipotizzare l’esistenza di un cartello di imprese controllato dalla ‘ndrangheta, capace di pilotare gli appalti pubblici. La ricostruzione accusatoria era stata già posta in discussione nei mesi precedenti con 11 annullamenti della Suprema Corte tra cui quello reso nei confronti di Giuseppe Bagalà, padre di Francesco ’90, altro noto imprenditore di Gioia Tauro mai coinvolto in precedenza in inchieste giudiziarie di mafia. A quelli si sono aggiunti ieri, quelli di Francesco Bagalà, classe ’90, e Castiglione.
