Mimmo Lucano risponde e si difende davanti al gip: "Ho sempre rispettato la Costituzione"
E' durato circa due ore l'interrogatorio di garanzia di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Locri competente per territorio. Accompagnato dai suoi due avvocati Andrea Daqua e Antonio Mazzone, Lucano è comparso dinnanzi al gip del Tribunale di Locri Domenico Di Croce e non si è avvalso della facoltà di non rispondere così come aveva preannunciato: "Non ho nulla da nascondere".
All'uscita dal palazzo di giustizia, Lucano ha dichiarato di aver sempre rispettato la Costituzione. "C'è chi mi accusa di non aver rispettato le regole ma dovrebbero ricordare che ce n'è una suprema che io ho sempre rispettato, che è la Costituzione. Alla basa della Costituzione c'è il rispetto della dignità umana". Nel corso dell'interrogatorio Lucano ha risposto quindi alle domande dei magistrati. "Perché parlano di matrimoni al plurale? E' stato solo uno, ma non è stato combinato. Abbiamo fatto le pubblicazioni, come in tutte le cose regolari. Mi sembra una cosa assurda, c'e' stato un passaggio del gip che dice 'purtroppo è un reato di umanità'". Queste le parole pronunciate da Lucano, uscendo dal palazzo di giustizia di Locri. Sulle presunte irregolarità nell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti Lucano risponde così ai giornalisti: "C'è una mafia che controlla il ciclo rifiuti, io ho cercato di fare luce, di coinvolgere le cooperative sociali" in cui lavorano "persone svantaggiate". Devo pagare per questo?".
I suoi legati non hanno presentato istanza di scarcerazione e toccherà adesso al gip decidere se confermare o meno i domiciliari. Intanto Lucano è stato sospeso con provvedimento adottato dalla Prefettura dalla carica di sindaco.
