Scontro tra Gal nel Vibonese, il Tar respinge il ricorso del Cogal Monte Poro
Nello scorso autunno erano scattate denunce pesantissime, dopo l'assegnazione da parte della Regione delle risorse relative al Pal, per quasi sei milioni di euro
Il Tar ha rigettato il ricorso del Cogal Monteporo contro il Gal Terre Vibonesi, il comune di Gerocarne e la Regione Calabria che, tramite il dipartimento agricoltura aveva assegnato a quest'ultimo le risorse relative al Piano di azione locale, quasi sei milioni di euro. Partendo dall'assunto della “legittimità degli atti”, i giudici amministrativi hanno richiamato l'attenzione sulla manovra dei 18 comuni transitati dal Cogal al Gal. Opzione possibile considerato che il Cogal “non può essere qualificato come un consorzio” e se anche lo fosse “ed il recesso” dei comuni “fosse avvenuto fuori dai casi previsti” dalla legge, non si andrebbe oltre “il mero inadempimento”.
Pure sul conflitto di date, i giudici hanno inteso fare chiarezza. Per il Cogal Monteporo, infatti, il Gal avrebbe avviato la procedura per la propria costituzione nell'arco di due settimane, una delle quali concessa dalla proroga ottenuta dalla Regione. Ebbene, secondo il Tar, “la brevità dell'arco temporale in cui è stata messa a punto la proposta non è tale da essere ritenuta “causa di illegittimità”.
Quanto alla struttura organizzativa del Gal, per quel che attiene alla sua “capacità amministrativa e di garanzia finanziaria”, i giudici hanno spiegato che non esiste “una valutazione manifestamente illogica, irrazionale o frutto di disparità di trattamento” da parte della Commissione. A tal proposito, il Cogal aveva sottolineato che avrebbe dovuto avere la meglio nell'attribuzione dei punteggi. E ciò in virtù della sua esperienza ultraventennale e non solo.
Una migliore valutazione avrebbe preteso il Cogal pure delle due proposte di partenariato transnazionali condivise con greci, ungheresi e portoghesi, contrapposte a quella del Gal corrispondente che, secondo Pileggi e soci, era limitata ad una “mera dichiarazione di intenti”. Ma per il Tribunale amministrativo il rilievo è “inammissibile” perchè “generico”.
Così si è chiusa, almeno per ora, una controversia che, al di là delle idee messe in campo, è stato un braccio di ferro per la divisione di una torta da quasi sei milioni di euro.
